Aielli: Borgo Universo, un viaggio tra arte e stelle

Aielli è un borgo medievale in provincia dell’Aquila con un’altitudine di 1.030 mt che lo rende uno dei centri più elevati della Marsica. E’ un piccolo paese, diviso tra la parte alta, quella storica e la parte bassa, ricostruita dopo il terremoto del 1915.

Borgo Universo

L’ambizioso obiettivo è quello di creare una connessione tra il piccolo borgo abruzzese e l’universo.

Tutto ha avuto inizio nel 2017 quando per la prima volta nel borgo è stato organizzato lo Street Art Festival ‘Borgo Universo’, con lo scopo di avviare un processo di rilancio del paese, che rischiava lo spopolamento, attraverso l’arte e le stelle.

Un’idea che si è trasformata in pochi anni in un successo internazionale incoronando Aielli il borgo dei murales d’Abruzzo. Un progetto che per il piccolo borgo della Marsica si rivela un miracolo, trasformando le sue strade devastate dai terremoti in un museo a cielo aperto in cui perdersi tra i bagliori della street art.

Aielli può vantare murales da Guiness! Una tra le più grandi e colorate opere d’arte è stata infatti inserita dalla galleria d’arte online Widewalls, tra i 55 murales più belli del mondo del 2019. Si tratta dell’opera dell’artista spagnolo Okuda San Miguel il quale, con il suo stile inconfondibile caratterizzato da figure geometriche, ha realizzato lo street art simbolo di Aielli.

Street Art 2022

Ogni edizione ospita artisti diversi, che danno vita a nuove opere affiancando quelle degli anni passati. E’ possibile, per alcune settimane vederli all’opera ed è molto emozionante osservare come le creazioni prendono vita.

Immancabile l’appuntamento al festival, da ormai 6 anni per circa quattro settimane (dal 23 luglio al 4 agosto), Aielli è in festa e le sue vie si riempiono di installazioni, musica, mostre, laboratori e artisti provenienti da tutto il mondo.

Quest’anno, i nuovi murales sono degli artisti: Zebu, Franco Fasoli e AEC Interesni Kazki.

Come arrivare

Dista solo 1 ora e 20 minuti da Roma, prendendo l’Autostrada A25/E80 in direzione Pescara, l’uscita è Aielli-Celano. Raggiungete queste coordinate 📍42.080369, 13.590663 e parcheggiate qui l’auto gratuitamente.

Anche l’ingresso al borgo è ovviamente gratuito, ma per chi desidera, su prenotazione è possibile effettuare tour guidati con una persona del luogo: scoprendo tutti i murales, la storia dell’antico borgo e del suo legame con il cosmo.

La Torre delle Stelle e il panorama sulla piana del Fucino

Aielli è una terra strettamente legata all’astronomia, infatti percorrendo le strade che dal centro che si irradiano verso la sommità del paese si raggiunge la famosa “Torre delle Stelle”, dalla quale si può godere una splendida veduta dell’intera piana del Fucino e dei paesi che costellano l’ex lago.

La Torre delle Stelle è l’antica torre medievale risalente al 1300 adibita a Osservatorio astronomico, Stanza della Luna e dello Spazio, Planetario e stanza del Tavolo Astrolabio

Una serie di ambienti dove potrai trascorrere ore di assoluto interesse e potrai vivere esperienze di grande valore scientifico. Per info e prenotazioni.

Qui potrai trovare anche una piccola biblioteca, messa a disposizione dall’associazione culturale Libert’Aria, invitando chiunque a prendere in prestito o a lasciare un libro. Potrai comodamente leggerlo anche sulla “Bobbina Panchina” (la panca a dondolo) rilassandoti difronte al panorama.

Tour dei murales

Se anche tu come noi, ami il fai da te allora continua a leggere questo articolo per scoprire tutte le curiosità di questo borgo, considerato il più colorato d’Italia! Abbiamo aggiunto anche le coordinate per ogni murales per facilitare la visita! E se hai domande o dubbi, non esitare a chiedere ai suoi abitanti, sono tutti molto disponibili e gentili, saranno lieti di raccontarti qualcosa in più su questo magico borgo.

Illuminary Palace

Partiamo dal murale più famoso di tutti, divenuto ormai l’icona di Aielli! Il suo nome è Illuminary Palace dall’artista spagnolo Okuda San Miguel. Con questo stile quasi psichedelico, ricco di figure geometriche, possiamo ricondurlo al surrealismo pop, l’artista vuole farci alzare lo sguardo e regalarci un mondo di colori brillanti e straripante di gioia, che ci distolga dal grigiore della nostra quotidianità.

L’arte deve essere presente costantemente nei contesti pubblici, la mia missione è quella di trasformare questi spazi in modo che l’esperienza del passante sia sempre migliore, il mio obiettivo è creare luoghi vivaci, pieni di colore e positività, nella speranza di cambiare la vita delle persone. Voglio che la gente smetta di guardare sul marciapiede e cominci a guardare in alto e in giro.

Dice lo stesso Okuda. E pensare che prima di questo murale, questa era una zona davvero poco frequentata, da via anonima a luogo più visitato del borgo!

📍42.080900, 13.589788

‘Fly’ il vero nome delle mani di Orodé Deoro

Le tre mani in mosaico ceramico in realtà sono navicelle, realizzate dall’artista Orodè Deoro.

Come ci ha spiegato l’artista:

Mi sono ispirato al simbolo della mano di Fatima, ruotandola, fino a trasformarla in una navicella spaziale. In ogni navicella, chiamata poi anche “Space Fatima”, un essere umano alla guida, per questo simbolo di protezione e energia in giro per lo spazio.

Cardi (1571-2021)

In questo murale troviamo colori accesi, contrasti, geometrie, trame di tarante abruzzesi e un fiore di cardo che si staglia sul muro. Dipinto da Agostino Iacurci ti colpisce al primo sguardo e poi con calma, ci leggi dentro l’universo.

📍42.080274, 13.590084

Implosione 2020

Questo è un murale a molteplici mani, ragazze e ragazzi di Aielli, dai 14 ai 17 anni, hanno condiviso, con l’aiuto e la guida della fondazione psicologi d’Abruzzo, le esperienze e le suggestioni scaturite durante il periodo di isolamento forzato.

Il progetto prevedeva fin dall’inizio la presenza di un mediatore artistico che traducesse le emozioni in espressione visiva, permettendo che la condivisione e l’esplicitazione delle emozioni emerse venisse rappresentata su una parete sotto forma di murale.

Così è nato “Implosione 2020”, un murale la cui lettura è possibile attraverso lenti colorate rosse e blu, utili a mettere in evidenza duplici e opposti contenuti maturati dai ragazzi nel corso del programma di scambio degli elaborati. Si ha perciò una visione alternata dei diversi simboli. Il fruitore è stimolato a vedere oltre le apparenze, attraverso il filtro della doppia esposizione. Quindi l’intenzione principale è stata quella di rappresentare le molteplici esperienze e la condensa emozionale che è parte integrante del progetto.

C’è il papavero e il bambino: il papavero rosso è simbolo di gioventù che accoglie in sé la nuova vita nel senso di possibilità e di crescita; dentro il papavero infatti il bambino è collegato da un cordone ombelicale sovrapposto al gambo del fiore che gli permette di proiettarsi verso l’ignoto; si possono così esplorare nuovi spazi con la sicurezza di essere legati alle radici e al terreno.

C’è l’onda elettromagnetica: alla base della composizione l’onda elettromagnetica rappresenta l’equilibrio tra gli spazi e le distanze, sociali e interstellari. Quest’onda è anche l’energia e il nutrimento della famiglia che permette di lanciarsi verso nuovi orizzonti e verso spazi inesplorati. Le radici degli affetti quotidiani sono la base di partenza per nuove possibilità. Ci sono le stelle: il bambino fluttuante cerca di afferrare le stelle che rappresentano i suoi sogni.

C’è il cavallo-joystick: il simbolo del cavallo che ingloba un joystick è ispirato alle rappresentazioni dei cavalli nelle pitture preistoriche delle caverne; la “caverna” del lockdown è stata riempita dalla realtà virtuale e dalla tecnologia che ha permesso di rompere l’isolamento. Il joystick è stato un “cavallo” per volare ed uscire all’aria aperta, riacquistando un senso di libertà.

C’è l’orante: un altro simbolo arcaico, cioè l’esser umano preistorico sovrastato dalla natura, parallelo all’essere umano moderno che nonostante il suo progresso tecnologico è stato bloccato nella casa/caverna dalla pandemia.

C’è il pianeta/pallone da calcio: all’interno del pianeta è contenuto un pallone da calcio, simbolo di aggregazione, dal quale spuntano delle api, simbolo di socialità, che volano verso la finestra superiore della casa, anch’essa accolta nella struttura del murale, perché simboleggia l’apertura verso il mondo esterno. Da questa stessa apertura verso il basso si estendono delle mani che si protendono dalla finestra al pallone, come simbolo di una collettività che vuole riallacciare i legami.

Una simbologia composita unita da un tratteggio che rappresenta l’incertezza tipica dell’età adolescenziale e quella derivata dall’esperienza della pandemia, prendono l’aspetto di moderne pitture rupestri che trasudano dall’interno della caverna/casa verso l’esterno spazio/luce, per riappropriarsi della vita e della libertà.

Tutta la direzione artistica, nonché la realizzazione pratica è stata curata da Maria Angelica Mazzulli.

📍42.080473, 13.590352

The Space

Qui possiamo vedere due opere di Riccardo Matlakas, la prima che incontriamo, “The Space” sulla casa. Davvero enigmatico, ci sono razzi, ufo, gelati, caschi da astronauta e binocoli, ma scavando a fondo, il murale racconta quello che l’artista ha vissuto. Infatti ha trascorso oltre un mese nel borgo e tutte le immagini presenti sull’opera sono frutto della conversazione che ha avuto con le persone locali.

Sopra in alto c’è un globo: che rappresenta il disastroso terremoto del 1915; Il gelato che si scioglie sul globo rappresenta la crisi ambientale; i colori rappresentano le galassie mentre le parti bianche la materia oscura parte integrante delle galassie. Tutte le altre immagini sono riferimento alla curiosità dell’essere umano verso altri pianeti, la ricerca e gli studi scientifici sullo spazio.

📍42.080881,13.500444

ATM

Si tratta di un progetto iniziato nel 2020, nato durante il periodo di pandemia a causa del Covid-19, che ha avuto come base iniziale le strade di Londra. Il lavoro prevede la rappresentazione di bancomat monocromi guasti che regalano banconote vuote ai passanti. Vuote in quanto prive di qualsiasi grafica per simboleggiare la superficialità del denaro nel mondo reale, quello che appartiene alla natura.

Il lavoro sottolinea l’importanza di un reddito di base incondizionato universale, che possa appartenere a ogni persona anche solo per il fatto di essere nati in una società basata sull’economia, e che diventi fulcro di sostegno e aiuto sia per chi non ha un lavoro e chi lavora guadagnando extra.

Questa riflessione era già stata esplorata da Joseph Beyus che aveva introdotto il tema nell’ambito dell’arte concettuale. In un’era come quella attuale, in cui disuguaglianza e divario tra classi sociali si amplifica ogni giorno, un unconditional basic income diviene sempre più necessario e fondamentale nell’immaginario di un mondo in cui tutti gli esseri umani possano avere uguaglianza economica senza il rischio di sprofondare oltre la linea della pover

In occasione di Borgo Universo 2021 le banconote vengono sostituite da stelle, collegandosi al concetto di spazio cosmico del Borgo di Aielli e sottolineando allo stesso tempo la centralità della natura che ci sostiene e mantiene in vita.

📍42.081340,13.590574

For Palestina

C’è da aggiungere che oltre ai murales, Matlakas porta avanti il progetto “Pro-Occupation“, nato nel 2015, durante la sua residenza in Palestina. In cui decise di partecipare in modo utile e simbolico, esprimendo solidarietà con il popolo palestinese. “Pro-Occupation” si propone di “pro” occupare pezzi di terra, di metratura diversa a seconda delle possibilità del territorio, in tutto il mondo in solidarietà con la Palestina. 

Anche ad Aielli quindi è stato piantato l’ulivo, simbolo di pace, in 3 metri quadrati, dove ha partecipato anche l’ambasciatrice della Palestina, Abeer Odeh.

La volontà dell’artista è diretta a un raggiungimento di un’uguaglianza tra i popoli che vivono sulla stessa terra, i quali dovrebbero essere uniti da un sentimento di amore e solidarietà sconfiggendo l’odio e l’intolleranza.

Fetonte Notturno

L’opera di Zamoc, si ispira a due elementi della storia di Aielli: la passione per il cielo, radicata nell’osservatorio astronomico della Torre delle Stelle e il terribile terremoto che ha sconvolto la Marsica nel 1915. Zamoc si cimenta in opere dalle dimensioni maestose i cui protagonisti sono spesso personaggi tratti dal mondo del mito, ricchi di simbologie e di atmosfere epiche e fantastiche.

Raffigura il mito di Fetonte, il figlio di Apollo che cadendo dal carro solare creò la Via Lattea e il deserto del Sahara.

Gli amici di Fetonte iniziarono a prenderlo in giro e sbeffeggiarlo perché il giovane sosteneva di essere il figlio del dio del Sole ed essi non ci credevano. Fetonte, mortificato di questa cosa, un giorno andò dal padre per supplicarlo di fargli portare per un giorno il carro del Sole, così avrebbe potuto dimostrare le sue origini. Apollo cercò in tutti i modi di distoglierlo da questa pazzia ma Fetonte tanto fece che alla fine convinse il padre; salì sul carro e partì. Una volta sul carro però, il giovane ebbe paura quando vide il vuoto sotto i suoi piedi; allora il carro impazzì, saliva troppo in cielo o si avvicinava troppo alla terra, bruciando tutto; Zeus allora ebbe pietà degli uomini e per salvarli mandò una folgore su Fetonte che morì e precipitò nel fiume Eridano, che oggi si chiama Po. Mentre i cavalli ritornavano da soli alla stalla, le Heliadi, sorelle di Fetonte, piangevano la sua morte e Zeus impietosito di quel dolore, le tramutò in pioppi e le loro lacrime divennero gocce d’ambra; questi pioppi ancora oggi sono lungo le rive del Po.

📍42.081314, 13.590295

Light Room

È realizzata da Jacopo Ceccarelli, in arte Never 2501 un murale che è una vera e propria sfida.

Con le sue linee pulite ed eleganti Never 2501 cattura e restituisce i raggi del sole sulla parete con un gioco di specchi e di riflessi. Le sue rappresentazioni astratte eliminano il superfluo, il colore, gli ornamenti ed i soggetti in favore dei messaggi universali e delle emozioni. La sua opera è pulita ed elegante ed invita alla meditazione ed introspezione.

📍42.081489, 13.590285

Taqi Spateen

Appena inaugurato e non ancora presente sulla mappa ufficiale di Borgo Universo, ve lo facciamo conoscere noi, il murale di Taqi Spateen è un’opera composta da pochi elementi i quali riescono tuttavia a trasmettere, in tutta la loro drammaticità, la sofferenza del popolo palestinese che, da troppi anni, si confronta con una guerra che non trova tregua e che è quasi sempre dimenticata e lontana dal clamore mediatico.

Viene raffigurata una scena forte e drammatica, che spiega come una guerra può sconvolgere qualsiasi esistenza e trasformare una gioia in un dramma. Una coppia di sposi che vede il proprio matrimonio trasformarsi in tragedia, la sposa impassibile, quasi rassegnata all’idea di dover vivere costantemente nella paura e lo sposo costretto a fuggire per non essere arrestato.

Una casa distrutta dall’irruzione di soldati armati fino ai denti.Una scena di violenza che per noi è espressione di un’artista ma che a Gaza, come in qualsiasi altro territorio occupato, è vita reale, è sofferenza di un popolo.

📍42.081588, 13.590291

Aris

L’opera di Aris raffigura alcuni grandi volti, pensati come una Matrioska, che rappresentano l’individuale che ha al suo interno l’infinito, quest’ultimo espresso attraverso alcune textures ovali.

Lavorando a stretto contatto con gli abitanti del luogo, l’autore si è confrontato con uno spazio proiettato verso l’altro e che si trova letteralmente incastrato tra edifici e confini che lo contengono.

Queste peculiarità vengono amplificate dai toni scelti dall’interprete. Il volto nero in basso, ad esempio crea continuità con il passaggio ad arco, generando un effetto visivo dove non risulta chiaro dove inizi l’opera e dove la costruzione umana. Nella parte superiore si apre ed estende la texture che nell’idea dell’artista getta le basi per un dialogo con il cielo, con il paese e la torre dell’osservatorio, e di conseguenza con le sfere celesti.

Le linee sottili che li connettono, vengono modificate in base al luce del giorno, moltiplicandosi attraverso effetti di luce ed ombra dei cavi e dei pali presenti intorno, e sottolineando quelli che sono i temi cardine dell’intervento.

📍42.081505, 13.590671

Le Bis

Realizzato da Emanuela Esposito e Valeria Iozzi, il murale si sviluppa su tre livelli e omaggia l’universo femminile attraverso tre donne che giocano, scambiano e condividono la propria energia.

📍42.081677, 13.590666

An Wei

Il murale di An Wei è una commemorazione ad Angelo Vassallo, sindaco di Pollica, comune campano con cui Aielli è gemellato, assassinato nel 2010 per mano camorristica.

Nel primo riquadro dell’opera c’è il busto di Vassallo, nel secondo un’anfora che richiama l’appellativo con cui egli è conosciuto, “sindaco pescatore”. Nel terzo il panorama è un punto di unione tra il paesaggio di Pollica e quello di Aielli: lo specchio d’acqua che dà sul verde, infatti, fa pensare al mare cristallino di Pollica, mentre il panorama montano che gli fa da sfondo ricorda la valle del Fucino e il suo lago scomparso, con un profilo delle montagne identico a quello marsicano.

📍42.082851, 13.591265

La costituzione Italiana

Nel parco giochi dedicato ad Angelo Vassallo troviamo la riproduzione integrale della costituzione italiana, dando vita ad un nuovo luogo di incontro e di riflessione sui cardini della nostra democrazia. 

Questo murale è stato realizzato con una speciale tecnica di stampa su muro, seguita da Angie Mazzulli.

📍42.083490, 13.592028

La Divina Commedia

Anche il comune di Aielli ha voluto unirsi alle celebrazioni per i 700 anni della morte di Dante con un’opera audace e straordinaria. Continuando quella che ormai è una tradizione, è stata inaugurata la riproduzione integrale della Divina Commedia nei pressi della Torre delle Stelle, un’area sempre più ricca di opere e attività.

Inaugurata nel 2021, è un’opera con un pannello in alluminio serigrafato, lungo 52 metri. Quest’opera completa un trittico di “muri parlanti”, da leggere e condividere, da riflettere in compagnia o in intimità, fruibili e accessibili a tutti. Il legame di Aielli con Dante e con la sua opera magistrale si fonda sulla figura di Filippo Angelitti, astronomo Aiellese che dedicò energie e studi importanti per determinare la data esatta della visione dantesca.

📍42.082776, 13.591015

Albero Cosmico

L’albero di Alberto Cicerone si staglia in un cielo notturno carico di mistero e di attesa, simbolo è il punto di intersezione delle 3 regioni cosmiche, cielo, terra e oltretomba.

Alberto Cicerone, nato ad Avezzano, è un architetto specializzato in arti religiose e le sue opere più importanti si trovano a Roma.

📍42.082507, 13.590745

Montamara

Vicino alla torre delle stelle troviamo il maestoso capolavoro dell’artista Alleg, realizzato nel 2018 con la partecipazione degli abitanti del luogo che hanno dettato a turno oltre 53.000 parole, tratte dal romanzo di Ignazio Silone e trascritte sulla facciata di un muro di 80 mq, realizzando così 3 km di scritte per le 240 pagine.

Fontamara è una storia vicina alla memorie del luogo, storia di oppressione e soprusi delle classi subalterne che abitavano questi luoghi.

📍42.082286, 13.590395

De-Sidero

L’opera di Gio Pistone, ai piedi della torre delle stelle, ci fa immaginare con i suoi personaggi onirici le costellazioni a noi non visibili dell’emisfero celeste Australe, un mondo fatto di sogni ed enigmi.

📍42.082318, 13.590234

Opera senza titolo

Subito dietro la piccola libreria troviamo il murale di Sbrama ed Ema Jons, di libera interpretazione, ci racconta la loro sinergia artistica come un incontro di due anime da cui nasce un “terzo disegnatore”. 

📍42.082231, 13.590165

L’orologio solare di Dem

L’orologio solare di Dem, realizzato con la collaborazione di Alleg e Fabio Piccoli, è una meridiana solare realizzata sulla superfice di una delle abitazioni del borgo.

L’intervento non solo mostra le ore del giorno ma segna gli equinozi, i solstizi d’estate e d’inverno, tutti opportunamente calcolati. Impreziosito da una rappresentazione della nostra galassia racchiusa in una conchiglia; come l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo che si contengono l’uno nell’altro. 

📍42.0819834, 13.5900916

Nonna a la fresca

Con questo murale Marina Capdevila ha voluto omaggiare il consueto rito delle nonne italiane di uscire fuori casa con la tipica sedia di plastica bianca, per poi sedersi e passare ore e ore a osservare, parlare e discutere.

Quando ha terminato la sua opera, al calar del sole, il disegno si è animato e le nonne di Aielli hanno intonato in coro “Marina, Marina, Marina”.

📍42.082522, 13.589601

Bright scars

L’artista Daniele Rosselli realizza questa opera visibile al buio, con la tecnica del kintsugi, con schiuma poliuretanica e pigmenti fotoluminescenti.

Il kintsugi è un’antica tecnica giapponese che prevede l’utilizzo di metalli liquidi, come oro e argento, per la riparazione di oggetti in ceramica, usando i preziosi materiali per saldare assieme i frammenti. Tale pratica nasce dall’idea che dall’imperfezione e da una ferita, esaltando la frattura, impreziosendo e aggiungendo valore all’oggetto rotto, possa nascere una forma ancora maggiore di perfezione estetica e interiore.

Quest’opera mira a risignificare le tracce lasciate dal passato, non attraverso la rimozione di esse, bensì tenendo in vita la memoria, trasformandole in nuova positiva energia e rispettando le proprie cicatrici e i segni del tempo.

📍42.082696, 13.589303

Segnali di Vita

Un’opera davvero molto particolare e riflessiva è quella dei Guerrilla Spam, il murale con una figura umanizzata condivide il suo tempo con altri microrganismi presenti al suo interno.

Gli artisti ci pongono una domanda semplice quanto suggestiva: “dentro di me vivono la mia identica vita dei microrganismi che non sanno di appartenere al mio corpo. Io a quale corpo appartengo?

📍42.082975, 13.589746

Il Seme

Tra i nuovi murales del 2022, c’è proprio ‘Il Seme‘ dei due artisti berlinesi di nome Zebu, è una composizione astratta che raffigura una persona con in mano un annaffiatoio e un germoglio, mentre lavora con un aratro. Lo scenario fa riferimento all’agricoltura locale e al desiderio di un futuro sviluppo sostenibile. Allo stesso tempo, l’immagine del seme è un simbolo di nuova vita, nuove opportunità e nuove idee.

📍42.081832, 13.591062

Your Sky

Arriviamo al nostro murale preferito, quello di Millo. L’opera di Millo, è prospettica e labirintica, è un invito a riscoprire la profondità dell’universo sotto la superficie della vita quotidiana. 

Francesco Camillo Giorgino nasce a Mesagne, provincia di Brindisi, nel 1979. Frequenta il liceo scientifico e si trasferisce a Pescara a 18 anni per conseguire la laurea con il massimo dei voti presso la facoltà di Architettura.

Da sempre appassionato e instancabile disegnatore, dopo gli studi porta avanti una personale ricerca estetica nel campo della pittura, concentrandosi sul rapporto tra lo spazio e l’individuo muovendosi dalla micro alla macroscala. Si concentra nell’ultima decade nella produzione di opere murarie di grandi dimensioni che lo hanno reso noto e lo hanno portato in quasi tutto il mondo.

Ha preso parte a diversi festival di street art e ad eventi non governativi e le sue opere oggi sono visibili, in Cina, India , Australia, Thailandia, Nuova Zelanda, Cile, Argentina, Bolivia, Polinesia, Messico, California, Canada, Inghilterra, Spagna, Portogallo,Marocco, Olanda, Belgio, Svizzera, Lussemburgo, Germania, Svezia, Norvegia, Finlandia, Polonia, Ucraina, Russia, Bielorussia, Lituania, Georgia, Cipro, Grecia, ed Italia. Oltre ad una produzione che vanta oltre 120 opere murarie sparse per il globo, realizza anche lavori su tela che invece sono stati esibiti a Londra, Chicago, Rio De Janeiro, Parigi, Los Angeles Roma e Milano.

📍42.081536, 13.591558

Pale Blu Dot

L’opera di Nicola Alessandrini colpisce restituendo l’inquietudine e la finitezza umana. Il titolo “Pale Blu Dot” cita una celebre fotografia astronomica scattata dai confini dell’universo dalla sonda Voyager 1, alla terra che appare come un pallido puntino azzurro disperso nel buio cosmico. 

L’opera è frutto dei ricordi sinistri dell’infanzia dell’artista, di quando frequentava la scuola elementare situata vicino a un mattatoio comunale. Come racconta l’artista, da quel momento nella sua memoria si affollano e si uniscono risa di bambini e strazianti pianti di animali, suoni e immagini inquietanti che hanno influenzato inevitabilmente la sua opera e il suo stile.

Quel ‘pallino pallino azzurro’ (pale blue dot) espressione con cui l’astronomo Carl Segan ha descritto la terra così come appariva dai confini del sistema solare evoca e ricorda la piccolezza dell’essere umano al cospetto dell’infinità dell’universo.

Il murale immortala l’essere umano nella sua condizione di solitudini e finitezza, nel gesto di celare la testa dentro la maglietta, la figura dell’uomo che si impone alla vista, esprime proprio la decentralizzazione dell’essere umano rispetto all’universo e l’esigenza di guardare dentro di sé con umiltà, consapevole dei limiti che caratterizzano la nostra condizione e il nostro passaggio sulla terra.

📍42.081232, 13.590833

Filippo Angelitti

La vocazione “stellare” di Aielli è molto legata alla figura dell’astronomo Filippo Angelitti che proprio ad Aielli nacque il 10 maggio 1856. Aielli e Borgo Universo hanno scelto di rendergli omaggio con questo murale. L’opera è stata realizzata da Fabio Guarini & Holaf.

Ad Aielli esistono già spazi e ricordi legati al nome di Angelitti: a lui è dedicata la sala polivalente situata a ridosso della Torre Medievale (Torre delle Stelle) e un monumento posizionato di fronte alla sede municipale nel borgo vecchio.

📍42.080500, 13.591184

Gemini

L’artista Giovanni Anastasia racconta la storia di Aielli, diviso in due nuclei abitativi dal sisma del 1915, attraverso la costellazione dei gemelli, che si rincontrano e dialogano in una sorta di abbraccio. 

📍42.080398, 13.591483

AEC Interesni Kazki

Arriviamo ad uno dei nuovi murales del 2022 realizzato dall’artista ucraino di fama internazionale, AEC Interesni Kazki. Un’opera surrealista con diversi elementi simbolici (la mano che scava, omaggio alla piana del Fucino e ad un popolo che ha sempre vissuto grazie all’agricoltura e la testa di Feronia, antica dea romana della fertilità) che allo stesso tempo lascia spazio alla libera interpretazione dello spettatore.

📍42.080237, 13.591018

Holaf & Giardina

Protagonista dell’opera di Holaf e C.A. Giardina è l’orso marsicano e la sua lotta per la sopravvivenza, sospeso tra la terra e il cielo in un equilibrio precario. In rosa l’uovo primordiale, in nero una sfera di ossidiana, la parte centrale dell’orso è il frutto di una semplice licenza artistica.

📍42.080406, 13.590955

Orologio Solare

L’opera è stata realizzata da Yuri Hopnn nel 2018, i suoi personaggi leggeri e divertenti, ruotano come le quattro stagioni attorno all’orologio solare progettato da Paolo Maria Ruscitti, dove si trova anche uno gnomone piantato nel muro, che proietta l’ombra segnando l’ora solare lungo le linee evidenziate in blu.

Scelta singolare, ricorrente in tutte le sue opere, è quella di utilizzare solo tre colori: il bianco, il rosso e il nero. E’ lo stesso artista a motivare questa scelta con queste parole

Frequentavo l’istituto d’arte di Ancona, in quei periodi studiavo i manifesti di propaganda politica delle dittature degli anni ’30, notai che si ripeteva ovunque il massiccio utilizzo di questi 3 colori, amplificavano il messaggio che si voleva trasmettere, così li adottai per veicolare la mia propaganda creativa, la mia politica artistica.

📍42.080598, 13.590889

Albero Solare

L’artista spagnolo Sam 3, ci regala questo murale che rappresenta il borgo stesso e i suoi abitanti. Al centro troviamo un grande albero che simboleggia la torre delle stelle di Aielli, i rami dell’albero quasi come fossero dei telescopi sembrano protendersi verso il cielo a guardare le stelle, la Luna, il Sole, Giove, Saturno, Venere, Mercurio e Marte.

Alla base dell’albero sulle sue radici, si inerpicano invece gli abitanti di Aielli. Questo tipo di rappresentazione esalta il profondo attaccamento degli Aiellesi al proprio borgo, con lo sguardo rivolto alle stelle, gli Aiellesi coltivano e amano radicalmente la propria terra.

📍42.080131, 13.590573

Millo 2

Proseguendo su Via San Rocco, con soli 2 minuti a piedi, troviamo il secondo murale dell’artista Millo, meno conosciuto rispetto alla prima opera.

📍42.080802, 13.589253

Aielli Stazione

A questo punto prima di lasciare Aielli, possiamo riprendere l’auto e spostarci più in basso in Aielli Stazione.

Prima passeggiata in Kepler 186f

Il murale di Sawe ci trasporta in una singolare e fantastica passeggiata di un uomo e il suo cane su un inedito pianeta extrasolare: Kepler 186f. 

📍42.063546, 13.586286

Chi resta e chi va

Valeria Iozzi racconta ancora un aspetto della storia Aiellese, richiamando i colonnati della chiesa di San Giuseppe, le montagne dall’aspetto grandioso e materno e gli abitanti che, come rondini, partono e fanno ritorno. 

📍42.063531, 13.584627

La volpe

Realizzato da Anastasia per il Bar Risorgimento

📍42.063442, 13.584541

Bastardilla

Il murales finanziato dalla sezione soci Coop Marsica sulla parete della farmacia di Aielli Stazione allarga il perimetro del nostro museo a cielo aperto. Al primo sguardo l’opera di Bastardilla ci colpisce con un’immagine ampia e potente. Poi cattura, trattiene lo sguardo: ci si avvicina ai dettagli e ciò che si vede sconvolge e commuove.

Cosa spinge una Madre a mettere il proprio figlio in mare? E uomini, donne, vecchi a imbarcarsi abbandonando la propria terra in cerca di un futuro migliore? Ci si interroga sulle disperazioni degli esseri umani, sulla grandezza degli uomini che emerge nelle difficoltà, sulle fiaccole simbolo di solidarietà e della ragione tenute accese da alcuni uomini e donne, sul senso delle divisioni e dei confini esistenti sulla terra.

Sullo sfondo un’ombra rasserenante, tra cui spiccano stelle, fra le quali brilla l’occhio della nuova creatura: le divisioni esistenti sulla Terra non esistono più, le diverse creature terrestri si proiettano in un’unità che non è la somma delle parti ma una nuova entità dove non esistono limiti alcuni.
Il Cielo è così: senza confini e aperto alle infinite possibilità per tutti.

📍42.063601, 13.584056

Terremoto e Ricostruzione

Troviamo una personale rappresentazione del sisma dell’artista Alleg, con una donna intenta ad ascoltare la montagna, così come la speranza della ricostruzione affidata alle nuove generazioni. Al tempo stesso l’opera pare porre l’accento sull’esigenza dell’uomo di tornare a contatto con la terra, ascoltandone appunto i lamenti, tentando una riconciliazione. 

📍42.063726, 13.583573

Fasoli

Franco Fasoli ha voluto celebrare le sue origini abruzzesi ricercando tra i suoi ricordi l’immagine della casa dei suoi nonni, entrambi figli di italiani emigrati in argentina e mai più tornati in Italia. Il nonno era un pianista amante di musica classica e con una forte passione per l’astronomia, la nonna era una ballerina.
Ha ricostruito il loro salotto: una grande libreria con una preziosa collezione di National Geographic, una radio, il caminetto acceso, il suono dolce del pianoforte e una grande vetrata dove mirar le stelle.
Un’opera che sembra prender vita, che si anima, e noi siamo lì, in quella stanza, insieme a loro, siamo parte di quel momento.

📍42.064043, 13.584651

La chimera e il leone

Angie Mazzulli, artista Aiellese, raffigura la pianta e i simboli identitari dei due centri abitati di Aielli, raccontandone le storie diverse e al contempo intrecciate. 

📍42.060372, 13.584793

Ericailcane

Nel murale di Ericailcane il cielo è una figura placida e rassicurante che accoglie e protegge tra le sue braccia la natura e la vita. 

📍42.056956, 13.581827

BONUS:

Mentre passeggi per le stradine di Aielli, guardati intorno, aguzza la vista! Ci sono anche tantissimi altri murales sparsi per il borgo, come un’orsetto, un’astronauta, una banana, una scala musicale, il cielo stellato di Van Gogh o le bellissime panchine in Piazza Regina Margherita.

Che fine ha fatto il murale di David de la Cruz?

Per chi si stesse domandando che fine ha fatto il murale di David de la Cruz, fotografo e artista spagnolo, purtroppo è stato cancellato per il restauro dell’abitazione, quindi non è più possibile ammirarlo.

Conclusione

Siamo arrivati alla fine del nostro tour, speriamo ti sia piaciuto e se desideri vedere anche qualche video su questo borgo, panorami e tanto altro puoi trovarli qui, seguici per non perdere altri consigli di viaggio.

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