Cosa fare e vedere a Monterosso al Mare

Monterosso al mare è la terra più a nord delle Cinque Terre, è il paese più grande con il maggior numero di opzioni per hotel e cose da fare. Inoltre è l’unico paese con grandi spiagge e con stabilimenti balneari.

Il paese è diviso in due parti, la parte nuova e quella antica, collegate da una galleria pedonale, da un comodo percorso che costeggia il mare e la torre Aurora o da un percorso più impegnativo, la Salita dei Cappuccini, che si inerpica verso il convento e il cimitero, riscendendo poco oltre l’uscita della galleria.

Spiagge

Monterosso è la terra che offre le spiagge più ampie e accessibili fra tutte le Cinque Terre, con spiagge di sabbia e di piccoli ciottoli sono: La spiaggia del Portiglione, la spiaggia del Gigante, la spiaggia di Fegina e la spiaggia Tragagià.

Spiaggia di Fegina

La spiaggia più bella dove trascorrere una giornata al mare, magari anche in famiglia, è quella di Fegina, ubicata direttamente all’uscita della stazione. Per trovare posto è consigliabile andare al mattino presto (sia per la spiaggia libera che per lo stabilimento, anche nonostante la prenotazione) e se non sopportate molto i ciottoli armatevi di scarpette da scoglio.

Rispettivamente vi sono:

Spiaggia del Portiglione: nessuno stabilimento balneare.

Spiaggia del Gigante: Bagno Gigante, Bagni Fegina.

Spiaggia Fegina: Bagno Stella Marina, Bagno La Pineta, Bagno Gabbiano Rosso, Bagno Padre Semeria e Bagno Eden.

Spiaggia Tragagià: Bagni Alga

Nota bene: Bagni Alga è accanto all’attracco dei traghetti, non mi sento di consigliarlo molto come posto.

Il Gigante

Il Gigante si trova alla fine della spiaggia del Gigante. Si tratta di una scultura aggrappata alla roccia raffigurante Nettuno proteso verso il mare. Fu realizzata in cemento armato e ferro nel 1910 dallo scultore Arrigo Minerbi di Ferrara e dall’ingegnere Levacher per adornare Villa Pastine, è un’impressionante opera alta 14 metri che, purtroppo, ha subito le inevitabili conseguenze del trascorrere del tempo e delle due guerre mondiali, a causa delle quali ha perso entrambe le braccia, il suo tridente e la gigantesca terrazza a forma di conchiglia.

Scoglio di Monterosso

Lo scoglio di Monterosso è divenuto uno dei posti più gettonati dai fotografi che visitano questo paese. Anche noi siamo rimasti incantati da questo grandissimo scoglio. Lo si trova difronte ai Bagni Eden e lo si può ammirare anche lungo la strada sopraelevata alla spiaggia.

Parco Letterario Eugenio Montale

Una splendida destinazione turistico-letteraria, il Parco, nato in occasione dei 40 anni dal Nobel per la letteratura al poeta Eugenio Montale. Scopo del Parco è far rivivere al visitatore le emozioni intense che il poeta è riuscito a imprimere attraverso i versi delle sue liriche.

Il Parco porta il nome del poeta perché egli trascorreva abitualmente le sue estati nel bellissimo borgo ligure e proprio lì, nella particolarità di quei luoghi, tra suggestioni di mare e di terra, di macchia mediterranea, tra estati assolate e scogli a strapiombo, ha tratto ispirazione per le sue poesie.

Simbolo di questo parco letterario è la casa, residenza estiva situata nella parte “nuova” del borgo, il litorale di “Fegina”, in cui Montale soggiornò per lungo tempo e che lui stesso chiamava con due appellativi “la pagoda giallognola” e “la casa delle due palme”.

Inizia dunque in questa parte del paese il percorso dedicato a rivivere le emozioni e le suggestioni montaliane. Esiste un vero e proprio percorso ad anello che da Villa Pastine (quella accanto al Gigante) sale in collina tra la vegetazione fino ad arrivare a quella che fu Villa Montale. I richiami ai dettagli archittettonici e paesaggistici di questa porzione di questo paese sono ricorrenti e minuziosi nelle sue opere.

Per gli itinerari consultare il sito dei Parchi Letterari.

Torre Aurora

Eretta intorno all’anno 1000, la Torre Aurora fu annessa alle proprietà della Repubblica di Genova nella seconda metà del duecento e fu fortificata così da opporre resistenza alle incursioni dei Barbari e dei Pisani. Costruita nel passato per difendere il paese dall’attacco dei pirati, è situata sopra il colle dei Cappuccini. Oggi è adibita ad abitazione privata e separa il borgo antico da quello moderno.

Il Centro Storico

Tutti i luoghi d’interesse più importanti di Monterosso si trovano nel centro storico del borgo, sul colle di San Cristoforo. Qui sono ancora conservate le mura della fortezza, le torrette d’osservazione e gli antichi castelli, che incantano con la loro aria medioevale.

Chiesa San Giovanni Battista

Si trova all’inizio del vecchio borgo, sulla sinistra della via principale, esattamente in piazza don Giovanni Minzoni, la sua costruzione fu iniziata nel 1282 e terminata nel 1307, venticinque anni dopo. Per le sue caratteristiche architettoniche rappresenta un esempio di puro stile gotico-genovese.

L’edificio presenta una pianta basilicale a tre navate che si allargano verso l’altare, la facciata è ornata da marmi bianchi e neri (estratto dalle cave di Punta Masco), con un grande rosone riccamente scolpito posto sopra il portale principale. La lunetta sopra l’architrave del portale racchiude un affresco con il tema del Battesimo di Cristo da parte di San Giovanni.

All’interno della chiesa molto pregevole il trittico su tela che raffigura la Vergine con il bambino tra due santi, l’opera è di autore sconosciuto, ma certamente riconducibile alla scuola di Giotto.

Chiesa di San Francesco e il Convento dei Frati Cappuccini

Si trovano lungo il pendio del colle di San Cristoforo che divide i due centri di Fegina e Monterosso al Mare, l’intero complesso conventuale, con annessa la chiesa in stile francescano, furono costruiti a partire dal 1619 fino al 1622.

All’interno della chiesa sono conservate diverse opere pittoriche e scultoree, quali: un Martirio dei santi cappuccini sulla controfacciata (XVIII secolo), un Cristo schernito di Bernardo Castello e una tela della Crocifissione da taluni attribuita al celebre pittore fiammingo Antoon van Dyck o semplicemente ad un ignoto pittore ligure del XVII secolo che s’ispirò alla tecnica del maestro.

Nella zona del presbiterio sono ancora custodite quattro opere dei pittori Giuseppe Palmieri (L’Immacolata con i santi Fedele e Felice), Luca Cambiaso (Pietà e San Gerolamo penitente) e Bernardo Strozzi (La Veronica).

Il convento dei frati cappuccini di Monterosso si è classificato al 1° posto nel VII censimento nazionale de “I luoghi del cuore 2014” del FAI.

Antico Castrum – Cimitero

L’antico castrum degli Obertenghi, forse risalente ai primi abitanti longobardi del VII secolo, fu il primo insediamento difensivo di Monterosso. Probabilmente utilizzato da signorie locali come i Lagneto, fu la Repubblica di Genova all’inizio del XIII secolo a fortificare il borgo per proteggerlo dalle incursioni saracene. Dopo una breve disputa con Pisa, il castello di Monterosso tornò nel 1254 sotto Genova.

Il sistema difensivo genovese era imponente. Nel XVI secolo, oltre al castello, arrivò a comprendere ben tredici torri e una cortina muraria, di cui rimangono oggi l’attuale torre campanaria della chiesa di San Giovanni Battista, antica torre di guardia, la torre Aurora, posta ai piedi della collina di San Cristoforo, sotto il castello e una torre nei pressi della statua del Gigante.

Oggi il castello, a strapiombo sul mare, è quasi completamente scomparso ed adibito a cimitero comunale. Restano tre torri in rovina, tratti di mura con alcune merlature, resti della cittadella.

Santuario Nostra Signora di Soviore

La data di edificazione è ancora oggi incerta; peraltro la prima citazione dell’edificio è in un documento datato al 1244. La sua costruzione potrebbe essere quindi contemporanea o anche antecedente questa data.

Un’antica leggenda popolare narra dell’origine del santuario: durante le incursioni dei Longobardi di Rotari, le popolazioni della riviera di levante fuggirono verso l’interno della valle e, per sottrarla al possibile furto, una sacra statua di legno della Madonna fu sotterrata; la leggenda afferma che l’immagine fu ritrovata cent’anni più tardi dalla popolazione, seguendo il volo di una colomba che, rifugiandosi in un cunicolo, la fece ritrovare.

Nei secoli successivi il culto si accrebbe tra la popolazione, così come cita una lapide del XIV secolo murata nel presbiterio, portando quindi alla costruzione della “casa del pellegrino” e affidando al rettore e ai massari del santuario la cura dell’ospedale di Monterosso al Mare.

La chiesa come la vediamo oggi quindi risale principalmente al 1300 e alla ristrutturazione settecentesca. In facciata presenta il pregevole portale ogivale, che reca al centro un bassorilievo marmoreo con la Madonna Addolorata, sormontato da un rosone gotico. Il campanile addossato all’edificio è di epoca romanica, a tre piani, coronato da una guglia e aperto da bifore.Sulla parte sinistra si sviluppa l’edificio ad archi della foresteria, edificato nel XVIII secolo e ampliato nel 1909 dopo un lascito testamentario, come indicato dalla targa commemorativa.

L’interno presenta una volta a botte affrescata nel 1872 dal prete Mentasti con cicli di affreschi raffiguranti la vicenda del ritrovamento della sacra immagine, e conserva tele di scuola genovese, un organo Agati del 1834 e la famosa statua in legno della Madonna che regge sulle ginocchia il corpo del Cristo morto del XIV secolo, di origine sveva. Nell’ampio piazzale antistante si alzano cipressi e lecci secolari.

La festa del santuario si svolge il 15 agosto. Feste minori sono celebrate il 7 luglio e la prima domenica dopo l’8 settembre.

Punta Mesco

Si tratta di un punto panoramico di estrema bellezza dai cui è possibile ammirare le scogliere dei promontori di Bonassola, Moneglia, Sestri Levante e sempre più in lontananza Portofino.

Per gli amanti del trekking si raggiunge con un percorso (gratuito) che parte dalla fine della spiaggia di Fegina verso Levanto.

Con una piccola deviazione di pochi minuti dal sentiero si può raggiungere anche l’Eremo di Sant’Antonio del Mesco, di cui restano alcuni ruderi, e straordinari punti panoramici che spaziano su tutte le Cinque Terre.

L’intero sentiero copre una distanza di circa 7 km, percorribile con 2 ore e mezza. Il dislivello è limitato e il sentiero è semplice, il periodo migliore per percorrerlo è in primavera o in autunno ma per chi volesse percorrerlo in estate si consigliano sempre le ore più fresche della giornate e di portare con sé scorte sufficienti di acqua (non vi sono sorgenti o fontanelle).

Sentiero Azzurro

È un percorso escursionistico che si snoda interamente all’interno del Parco Nazionale delle Cinque Terre , Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, collegando principalmente i cinque paesi principali.

Il percorso parte da Riomaggiore per raggiungere Monterosso al Mare attraverso Manarola , Corniglia e Vernazza ed è lungo circa 12 chilometri. La quota massima si raggiunge a Prevo, minuscola frazione di Vernazza, a circa 200 metri slm. Occorrono oltre 5 ore di cammino per percorrerlo interamente e si può considerare diviso in quattro sezioni distinte.

È uno dei percorsi escursionistici più popolari della zona, per secoli i sentieri delle Cinque Terre sono stati l’unico collegamento tra un paese e l’altro e tra questi e l’entroterra. Oggi la rete che si sviluppa per oltre 120 chilometri consente di apprezzare e visitare tutto il territorio, attraverso sentieri dalle diverse tipologie.

A causa della natura instabile del terreno in quest’area, frequenti smottamenti provocano la regolare chiusura dei sentieri. Pertanto si raccomanda a tutti i visitatori di controllare lo stato dei sentieri prima di iniziare qualsiasi trekking attraverso il parco, clicca qui per le informazioni.

Per percorrere questi sentieri è sempre consigliabile abbigliamento adatto, soprattutto delle scarpe da trekking (altrimenti potrebbero non lasciarvi entrare dal check-point).

L’accesso al sentiero è a pagamento e il costo varia a seconda del numero di parti aperte, è consigliabile acquistare la Cinque Terre Card, con la quale è possibile accedere illimitatamente.

Vi invito a leggere il racconto per conoscere il nostro itinerario di 2 giorni alle Cinque.

Tour in barca

Consigliato è anche un bellissimo tour privato in barca per poter ammirare le Cinque Terre da un’altra prospettiva.

C’è la possibilità di scegliere fra diverse opzioni, orari, durata del tour, pranzi, apertivi, eventi speciali, ecc.. , con partenze sia da La Spezia che da Monterosso.

Sentieri per Monterosso al Mare

509 Monterosso – Madonna di Soviore Mulattiera storica di collegamento tra Monterosso ed il Santuario di Santa Maria di Soviore. Difficoltà: E – Escursionistico (medio)

592-4 Monterosso-Vernazza Questo sentiero risale la costa coltivata a oliveti e vigneti. Difficoltà: EE – Per escursionisti esperti (difficile)

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