I Prodotti tipici delle Cinque Terre

La cucina ligure, in generale, è la classica ‘cucina di magro’, poche sono le carni utilizzate nei piatti della tradizione, poiché la morfologia del suolo non permette l’allevamento più o meno intensivo di animali di grandi dimensioni. Ovviamente, la Liguria è stereotipo di terra di marinai e navigatori, non poteva non annoverare piatti tipici a base di pesce e crostacei.

Ma è attraverso le ricette di terra che la cucina ligure esprime al meglio le peculiarità del territorio. La cucina ligure infatti esalta il patrimonio di erbe aromatiche che la natura fornisce abbondante e particolarmente nel territorio delle Cinque Terre si possono gustare piatti tipici leggeri, profumati ed estremamente semplici.

La Farinata

Preparata con farina di ceci impastata con acqua sale e olio extravergine di oliva, si tratta di una torta salata molto bassa (meno di un centimetro di spessore) cotta in una teglia in forno a legna.

Acciughe salate di Monterosso

Note come “pan du ma”, le acciughe vengono pescate con il tradizionale metodo della lampara e con la rete a cianciolo e lavorate a mano nell’arco di due o tre giorni. Disposte a strati con un’adeguata pressatura e un accurato monitoraggio di quantità e qualità della salamoia, rendono le acciughe sode e gustose, garantendone anche la perfetta conservazione. Il prodotto così ottenuto mantiene tutto l’aroma e il sapore del pesce appena pescato. Da provare con olio, origano e aglio per un eccezionale antipasto ma anche ottimo come secondo piatto.

La pasta al pesto

Must dei primi piatti liguri, il pesto genovese è la più celebre delle salse pestate e prodotto simbolo della cucina regionale.

Viene preparato con basilico genovese, parmigiano reggiano o grana padano stagionati, pecorino sardo, sale marino grosso, aglio, pinoli e olio extra-vergine d’oliva di ottima qualità. La pasta più rinomata sono le trofie e le trenette.

Volendo è possibile acquistare anche un barattolo di pesto genovese dai tantissimi alimentari locali come souvenire.

Torta di riso di Monterosso

Detta anche ‘Torta di Soviore’, preparata in occasione della festività della Madonna di Soviore, il 14 agosto.

Le ricette elaborate nei secoli da una popolazione che viveva di un’economia di sussistenza erano costituite perlopiù da ingredienti semplici, reperibili sul territorio al ritmo delle stagioni: il pescato, le orticole e le erbe aromatiche che crescevano spontanee. Questi fattori combinati all’ingegno degli ideatori ha prodotto un bagaglio enogastronomico apprezzabile non solo dal punto di vista organolettico ma anche adatto ad uno stile di vita sano ed equilibrato.

Si tratta di uno sformato salato fatto di pasta sfoglia, farina, acqua, olio e sale, con ripieno di riso, uova, parmiggiano grattuggiato, olio, noce moscata e sale.

Il suo must è assaggiarla accompagnata da un buon calice di vino bianco.

Le frittelle di bianchetti

Un fritto è sempre immancabile quando si passa una giornata fuori porta. Visitando le Cinque Terre il fritto da assaggiare è quello dei bianchetti, ovvero del pesce azzurro in pastella. Vernazza potrebbe essere il posto giusto per assaggiare questa bontà, perfetta quando è calda e appena uscita dalla padella.

La zuppa Mescciüa

Se preferite mangiare qualcosa di diverso dal pesce, la zuppa Mescciüa fa per voi!

Nata nel XIV secolo, la “Mescciüa”, che in dialetto vuol dire “mescolata”, è una zuppa di legumi come fagioli, ceci e lenticchie, cucinati separatamente e poi mischiati insieme. Se vuoi mangiare la zuppa come un vero locale, non dimenticarti di aggiungere il pepe nero!

La Monterossina

Originaria di Monterosso , è una torta dolce, semplice ma composta da diversi strati: una pasta frolla, un disco di pan di spagna e crema pasticcera, un leggero strato di marmellata di albicocche e cioccolato fondente.

Particolarmente consigliata La Pasticceria Laura a Monterosso, che prepara queste specialità.

I pansotti con salsa di noci

Sono una pasta ripiena simile ai ravioli di forma triangolare (o diversa, dipende dalla località) con un ripieno senza carne che racchiude solo prodotti che regala la terra.

Un tempo venivano preparati con una grande varietà di erbe selvatiche e quindi ogni volta erano sempre diversi, perché si preparavano con quello che si aveva. Proprio per questo si diffuse l’uso di chiamare queste erbe preboggion. 

Oggi si preparano con bietola e borragine, prescinsêua (sostituibile con ricotta vaccina), uova, erbe aromatiche liguri e parmigiano. 

Lo Sgabeo

Si tratta di pasta per il pane lievitata, tagliata a strisce, fritta e salata. Tradizionalmente viene farcita con formaggi o affettati, ma è di recente invenzione lo sgabeo ripieno di crema pasticciera o cioccolata.

Gli sgabei hanno origine antiche, dove le donne friggevano la pasta avanzata dalla produzione del pane, creando così una sorta di pane fritto. Venivano preparati per i mariti che lavoravano nei campi, come ghiotto spuntino prima di tornare a lavorare.

Oggi gli sgabei sono occasione per sagre paesane, ma si possono trovare caldi e invitanti come antipasto o secondo piatto in molti ristoranti dello spezzino e della Lunigiana.. e perché no anche sulle tavole degli abitati liguri.

Limoni

La coltura dei limoni è presente sul territorio delle Cinque Terre già dal Seicento. All’epoca conosciuti con il nome di citroni, oggi offrono una grande varietà di prodotti. Un alimento antico, simbolo del territorio, ha trovato qui un terreno e un clima favorevole, che permette una coltivazione senza l’uso di additivi chimici.

Da questo ‘oro delle Cinque Terre’ si ricavano marmellate, biscotti, crostate, dolci e il limoncino. Il limone di Monterosso è il migliore della Liguria, riconosciuto come prodotto agroalimentare tradizionale, la sua sagra ricade intorno la metà di maggio, chiamata ‘La festa del limone’.

Limoncino

La ricetta di questo “nettare di limoni”, per dirla con le parole di Eugenio Montale, risale al XIX secolo. 

Fin dal XVII-XVIII secolo la coltivazione del limone ha colonizzato la costa della regione. A partire dal Ponente, in particolare nella zona tra Ventimiglia e Sanremo, dove poi i frutti venivano commercializzati soprattutto verso la Provenza. Poi da lì si è estesa all’intera riviera raggiungendo il Levante, Soprattutto le Cinque Terre, il cui parco detiene il primato nazionale di ettari coltivati ad agrumeti, con una citazione particolare per l’area di Monterosso, i cui orti ad agrumi erano già celebrati in una carta del 1700 del cartografo Matteo Vinzoni.

Ed è in quest’area che vi consiglio un posto in particolare per acquistare un limoncino della riviera ligure fatto secondo la tradizione, l‘Azienda Agricola Buranco.

Quello delle Cinque Terre è un prodotto biologico tutelato dalla Regione e dal Parco delle Cinque Terre e contraddistinto dal marchio di qualità dei prodotti tipici. Il limoni sono selezionati e raccolti precocemente per dare al limoncino un alto contenuto di oli essenziali. Si tratta di un liquore dolce dissetante e digestivo.

Lo Sciacchetrà

E’ un vino passito, dolce e liquoroso, prodotto nelle Cinque Terre dalle uve dei vitigni Bosco, Albarola e Vermentino. Un profumo fruttato, floreale, che ricorda le essenze della macchia mediterranea: sentori di frutta secca, confettura d’albicocca, pesca gialla e vaniglia, miele di castagno e spezie.

Un colore caldo e intenso: dal giallo dorato all’ambra, tendente al topazio. Un sapore dolce, ma mai stucchevole, caldo, di buon corpo, vellutato e suadente, ben equilibrato, da una piacevole e lievissima tannicità. Un vino amato da poeti e letterati, ne parlarono Plinio, Boccaccio e Petrarca. Giosuè Carducci lo descrisse come “l’essenza di tutte le ebbrezze dionisiache”, Giovanni Pascoli ne richiese l’invio di poche bottiglie “in nome della letteratura italiana”, Gabriele D’annunzio lo descrisse come “profondamente sensuale”.

Vino Cinque Terre DOC

E’ un vino bianco secco da tavola, di un giallo paglierino intenso, di cui colpisce la ‘mineralità’ (particolarmente ricco di sali, che vengono depositati dai venti che soffiano dal mare). Il profumo è quello degli agrumi del Mediterraneo, con una sapidità equilibrata e delle note floreali. Il sapore è fresco e deciso, intensamente profumato dai sapori delle erbe della riviera di Levante.

Tutti i vini delle Cinque Terre doc si abbinano ottimamente ad antipasti come le acciughe di Monterosso e insalate fredde di polpo, primi e secondi piatti di pesce.

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