Park Güell: quello che devi sapere prima della visita

Park Güell si trova nei distretti di Gràcia e Horta-Guinardó, è un bellissimo parco pieno di colori vivaci, un’architettura interessante, verde lussureggiante e molto altro! Si estende per una superficie di oltre 17 ettari ed è stato incluso nel patrimonio dell’umanità UNESCO.

Park Güell è tra le attrazioni più visitate della città! Chi ha già avuto il piacere di guardare qualche fotografia sul web può facilmente intuire quanto sia gettonato dai turisti di tutto il mondo ma in questo articolo vi daremo i nostri consigli per ottimizzare la vostra visita e renderla il più piacere possibile!

Quando andare:

Consigliamo di arrivare al mattino presto! All’orario di apertura della zona monumentale (consulta gli orari sul sito ufficiale), arrivando a questo orario avete il privilegio di essere tra i primi a godere delle zone in genere più frequentate, oppure alla sera (da tenere a mente che l’ultimo ingresso attualmente è alle 19:30). Saranno sicuramente gli orari con meno afflusso di gente che vi consentirà di godere al meglio il parco! Da evitare come la peste è il weekend!

Consigliamo di visitare subito la Plaza de la Naturaleza con la grande panca, dal momento che è la zona più gettonata e poi con calma fare una passeggiata per il resto del parco. Le ore centrali sono prese d’assalto soprattutto dai tour guidati, specie quelli delle crociere!

la NUOVA MAPPA!

Ticket:

L’ingresso al parco è gratuito per la zona forestale mentre la zona monumentale è a pagamento al costo di 10€ per la visita in autonomia, consigliamo la prenotazione online (tengono la prenotazione fino a 30 min) e di portare da sé le cuffiette per ascoltare l’audioguida. Al costo di 22€ invece si può effettuare la visita guidata (in: catalano, castigliano, inglese e francese). Consulta il sito ufficiale per l’acquisto dei biglietti.

Per la visita guidata in italiano prenota con Civitatis al prezzo di 25€.

Orari:

Non riporteremo gli orari completi perché variano ogni anno anche a seconda delle stagioni, ma è possibile consultarli sul sito ufficiale. Attualmente per il mese di agosto gli orari per i turisti sono dalle 9:00 e con ultimo accesso alle 19:30.

Audioguida:

Se anche tu come noi hai scelto un tour fai da te, devi sapere che l’audioguida ufficiale (puoi trovare anche il QR code all’entrata o sugli opuscoli) è solamente in lingua inglese, francese, spagnolo e catalano.

Purtroppo non esiste l’audioguida in italiano, ma puoi tenere sempre a portata di mano questo articolo durante la tua visita!

Altre zone a pagamento:

La Casa Museo di Gaudì non è compresa nel prezzo, per entrare bisogna pagare un biglietto supplementare al costo di 5,50 €. Studenti, ragazzi tra gli 11 e i 17 anni, pensionati, possessori della Barcelona Card o della Ruta del Modernisme Card hanno diritto all’ingresso ridotto di 4,50 €.

Clicca qui se desideri sapere di più e cosa vedere al suo interno.

Come arrivare e dove entrare:

E’ possibile arrivare con autobus, metro, autobus turistici (linea blu) o taxi, a seconda dalla zona della vostra provenienza, impostate su Google Maps ‘Park Güell’ e sarà il navigatore a dirvi qual’è il percorso migliore anche in base ai vostri orari di partenza.

L’ingresso che in genere conta meno affluenza è sicuramente quello in zona Ctra. del Carmel (sulla mappa è l’ingresso laterale a destra)

La Storia del Park Güell:

Costruito tra il 1900 e il 1914 fu inaugurato come parco pubblico nel 1926. Nel 1984 è stato incluso nel patrimonio dell’umanità UNESCO. Venne commissionato dall’imprenditore catalano Eusebi Güell, dove la sua idea era quella di una città-giardino all’inglese, il progetto contava 60 lotti triangolari destinati ad altrettante abitazioni, dotate di aree verdi, di scuole, di una chiesa e appunto del parco.

Purtroppo l’idea risultò fallimentare, in quanto considerata troppo estrosa e futuristica, persino utopica per l’epoca. A questo punto Gaudí ridimensionò il suo piano di lavoro, costruendo solo tre abitazioni, di cui una destinata alla residenza della sua famiglia.

Plaza de la Naturaleza e la sua lunga panca

Questa zona è conosciuta come Plaza de la Naturaleza. A differenza di altri edifici nel parco, mimetizzati con la natura che li circonda, questo spazio è costruito in parte sul terreno della collina, ed in parte sulla superficie superiore della Sala Hipóstila, che la sostiene. 

La terrazza, che ai tempi di Gaudí avrebbe dovuto prendere il nome di Teatro Greco, è stata progettata proprio per essere un teatro. L’idea iniziale era che i proprietari delle case, che sarebbero dovute sorgere tutte intorno, potessero guardare gli spettacoli direttamente dai loro balconi. 

Guardì aveva una concezione di architettura davvero particolare, secondo lui un architetto deve essere anche pittore e scultore. Ecco del perché della grande panchina. 

La lunga panca ondulata che si trova al bordo della grande piazza del parco è a forma di serpente ed è la panchina più lunga del mondo (lunga ben 110 metri). Ricca di maioliche colorate secondo la tecnica del “trencadis” che consiste nel decorare superfici con pezzi e frammenti di specchi e ceramica di diversi colori e forme, provenienti da vecchio vasellame inutilizzato. Predominano il blu, il giallo e il verde, che simboleggiano rispettivamente la fede, la speranza e la carità.

Gaudí ha studiato ogni ondulazione della panchina affinché questa si adattasse perfettamente alle forme delle persone sedute, si dice inoltre, che abbia chiesto ad un operaio addetto ai lavori di sedersi per prendere le misure delle future panchine.

Questa attenzione per l’ergonomia si nota anche nei viadotti in pietra (nella sottostante Sala Hipóstila), Gaudí aveva deciso di inclinarli leggermente per permettere ai passanti di riposarsi, il che non è possibile appoggiandosi a una colonna verticale.

Sala Hipóstila

Esattamente sotto Piazza della Naturalezza troviamo la Sala Hipóstila, nome con cui nell’antica Grecia erano conosciute queste grandi sale composte da colonne simili a vere e proprie foreste di pilastri, pensata originariamente come il mercato dell’urbanizzazione.

Si compone di 86 colonne scanalate ispirate all’ordine dorico. Alcune di loro formano un angolo retto con il suolo, tutte le colonne però hanno un’inclinazione diversa, questo permette di sorreggere meglio la struttura, inoltre queste colonne servono anche a recuperare l’acqua piovana che si raccoglie nella piazza e a incanalarla in un serbatoio.

Sul soffitto dei cerchi a mosaico rappresentano le quattro stagioni e le fasi lunari.

Benché questo spazio fosse stato concepito per accogliere il mercato della residenza, oggi vi si organizzano diversi concerti grazie all’acustica notevole.

Di fianco alla Sala Hipóstila possiamo notare distintamente la casa Larrard, questa era la tenuta di campagna della proprietà Can Muntaner de Dalt che apparteneva all’omonima famiglia. Eusebi Güell la fece diventare la propria residenza e vi visse fino alla sua morte. Dopo che il Comune acquistò il complesso residenziale per convertirlo in parco pubblico, la casa fu ceduta alla città e divenne una scuola pubblica nel 1931. La scuola prese il nome di Baldiri Reixac in memoria di questo pedagogo catalanodel XVIII secolo.

La Scalinata

La scala principale è uno degli elementi a più esplicito contenuto simbolico del parco, la cui lettura deve iniziare nel parterre superiore dove l’acqua scorre e scenderà verso il parterre inferiore.

Divisa in due rami, ha 45 gradini, in tre sezioni di undici gradini e uno di dodici, con una lunghezza totale di 20 me una larghezza di 8,1 m. I muri che circondano la scala sono di forma ellittica, con un’altezza massima di 5,8 m. Sono realizzati in ceramica, con piatti convessi bianchi alternati e altri piatti concavi di vari colori, con superficie deformata; queste pareti sono sormontate da merli, su un rustico cornicione in pietra che contiene fioriere di piante pensili. Molti di questi pezzi in ceramica sono stati progettati da Pau Pujol, della fabbrica Pujol i Bausis.

Sull’ultima rampa di scale si trova una panchina a forma di odeon, situata in modo tale da ricevere il sole durante l’inverno e l’ombra durante l’estate.

Nella sua zona centrale ospita tre fontane con complessi scultorei, che rappresentano i paesi catalani:

Nella prima fontana (partendo dall’alto) c’è un drago o una salamandra realizzata sempre con la tecnica del trencadis. Esistono diverse versioni del suo significato: può rappresentare la salamandra alchemica che simboleggia l’elemento fuoco, il mitologico Pitone del tempio di Delfi o il coccodrillo che appare sullo stemma della città di Nîmes, il luogo in cui è cresciuto Güell.

Questa figura è diventata l’emblema del giardino e uno di quelli di Barcellona. Una replica di questa figura si trova nel Museo di Arte Contemporanea di Madrid dal 1969. Su questa figura c’è una piccola costruzione a forma di treppiede, che allude a quella usata dall’indovino di Delfi. Al centro di questo treppiede c’è una pietra che potrebbe rappresentare l’onphalos, l ‘”ombelico del mondo” dell’oracolo di Delfi.

La seconda fontana ha la forma di un medaglione con lo stemma della Catalogna incorniciato da un esagono da cui sporge una testa di cane, in cui rappresenta la Catalogna laboriosa e fedele. Mentre molti altri sostengono si tratti di una testa di serpente, come allusione alla medicina, oppure rappresenta il serpente Nejustán presente sul bastone di Mosè, circondato da frutti di eucalipto. Anche in questo caso, l’interpretazione oscilla tra religione e scienza.

La terza fontana ha forma trapezoidale, con una composizione naturalistica di falsi tronchi, stalattiti e vegetazione attraverso la quale l’acqua cade in una piccola vasca. La sua forma sembra rievocare un luogo chiamato l’Argenteria, nella gola dei Collegats nel corso del fiume Noguera Pallaresa. In questa fontana Gaudí pose un cerchio come simbolo del mondo e una bussola come simbolo dell’architetto.

I Padiglioni d’ingresso

I padiglioni d’ingresso sono nel più puro stile Gaudí, con una struttura organica che riflette il profondo studio della natura di Gaudí. Realizzate con muratura in pietra locale, si distinguono per le loro volte iperboliche a forma di paraboloide, rivestite di ceramica dai colori vivaci.

Gaudí ha utilizzato la tecnica della volta catalana o “volta divisa”, che consisteva nella sovrapposizione di diversi strati di mattoni con malta. Alcune delle strutture furono prefabbricate e poi installate nei luoghi corrispondenti, con i quali Gaudí anticipò nuovamente le attuali tecniche di costruzione.

Se vi fanno pensare a Hansel e Gretel, ci avete visto giusto: durante la loro creazione, infatti, una versione di questo racconto per bambini tradotto da un amico di Gaudí e di Güell, Engelbert Humperdinck, era in programma nel teatro Lyceum nel 1901.

Si tratta di due case degne di una fiaba, con copertine colorate e un aspetto morbido che evocano due grandi torte al cioccolato ricoperte da uno spesso strato di zucchero a velo.

I padiglioni svolgevano un’importante funzione:

In uno di essi, il più piccolo, si concentravano le attività amministrative e di manutenzione, una sala d’attesa e il telefono di urbanizzazione. In questo edificio spicca la torre situata su un lato, di forma iperboloidale e ricoperta di trencadís a scacchi bianchi e blu. È coronato dalla tipica croce gaudina a quattro braccia, che indica i quattro punti cardinali. Alta 3,8 metri, questa croce fu distrutta nel 1936 e ricostruita dopo la guerra civile. Nel 1952 fu restaurata a causa di crepe, dell’architetto Adolf Florensa. Questo edificio ha anche alcuni medaglioni con le parole Park Güell. Oggi è una libreria e un negozio di souvenir.

Mentre nel più grande, quello a tre piani, furono installati lo stand del parco e la residenza del portiere, che era colui che controllava gli ingressi e le uscite del recinto. Attualmente, l’edificio amministrativo funziona come libreria specializzata in Gaudí e il concierge come spazio espositivo incentrato sul Parco Güell e sulla Barcellona modernista.

Nelle finestre della soffitta ci sono croci di trencad con forme deformate. L’edificio è coronato da una torre con belvedere, con una cupola a forma di cappello svasato che ricorda un fungo, probabilmente un agarico di mosca. Sulla facciata rivolta verso la strada sono presenti dei pannelli con la scritta Park Güell, come nel muro d’ingresso. Per la parte posteriore e ad angolo dell’edificio Gaudí ha installato un urinario esterno sormontato da un cono di trencadis. Oggi questo edificio ospita il Centro di interpretazione del Parco Güell, dipendente dal Museo di storia di Barcellona.

Museo gratuito (incluso nel prezzo)

Sì, hai capito bene! Come detto poco prima, questo padiglione (quello di sinistra) è un museo ed è gratuito!

La casa si chiama Casa del Guarda e se nel caso non la trovassi eccoti le coordinate 📍41.413595, 2.153170.

Puoi leggere di più sul museo qui , ma è fondamentalmente un piccolo museo con un po’ della storia dell’edificio e della città stessa. Di solito c’è un po’ di fila per entrare ma non è troppo lunga, circa 10-15 minuti. 

Le strade e i viadotti

Gaudí costruì una serie di viadotti per attraversare il parco, abbastanza larghi per il passaggio delle carrozze e con percorsi porticati sottostanti per il passaggio dei pedoni. I sentieri hanno una lunghezza totale di tre chilometri, che colmano i dislivelli della montagna (60 m) e comunicano in modo ottimale il livello inferiore con quello superiore. Ci sono anche alcuni piccoli sentieri in pietra che collegano questi viadotti tramite scorciatoie, a volte con gradini.

Gaudí ha cercato di integrare questi viadotti nella montagna nel modo più naturale possibile, quindi non ha sgombrato, ma ha adattato le strade alla topografia e ha aggiunto muri di sostegno dove necessario. Il risultato è stato un complesso dall’aspetto grezzo, come una grotta naturale, che si integrava perfettamente con il parco e conferiva al progetto il suo aspetto caratteristico.

I viadotti sono in laterizio e rivestiti in pietra rustica, e presentano soluzioni strutturali differenziate, ispirate a diversi stili architettonici:

Quella inferiore (📍41.414499, 2.154174), chiamato Viadotto del Museo o Pont de Baix, in stile gotico, ha due file di colonne inclinate e la sua parte superiore ospita panchine e fioriere.

Quello intermedio ( 📍41.414501, 2.154200), chiamato Viadotto di Algarrobo o Pont del Mig, in stile barocco e romanico, ha tre file di colonne (quelle esterne inclinate) e conta come elemento aneddotico il tronco di un albero di carrubo che Gaudí decise di preservare (è elencato come albero di interesse locale a Barcellona).

Quello superiore ( 📍41.415302, 2.153913), chiamato Viadotto delle Jardineras o Pont de Dalt, ha anch’esso tre file di colonne e ospita nella strada un susseguirsi di panchine e pilastri alti 2,81 m sormontati da vasi contenenti pitas.

Il Sentiero del Rosario

Il sentiero principale è chiamato del Rosario perché ha una fila di sfere di pietra come i grani di un rosario, va dall’ingresso sulla strada del Carmelo al viale del Santuario di San José de la Montaña, e attraversa la piazza centrale. È largo dieci metri ed è stato costruito su un’antica strada romana che portava a San Cugat del Vallés, un tempo noto come Camino de San Severo. Le palline del rosario sono sferiche, di 60 cm di diametro, sono 150 e in origine servivano per separare il percorso da carrozze e passanti.

Se sarete abbastanza attenti potete udire e scorgere dalle palme anche dei piccoli pappagallini verdi che nidificano sulle palme e vivono tranquilli e beati, beneficiando dell’ingresso esclusivo al parco.

La Casa Museo di Antoni Gaudí

Progettata dal suo assistente Francesc Berenguer Tra il 1904 e il 1906, fu costruita come casa campione per l’urbanizzazione, fino a quando non fu acquistata da Gaudí quando il fallimento del progetto era già visibile. Nel 1906 Gaudí si trasferì in questa casa nel Parco Güell con suo padre e sua nipote. Morti entrambi, egli continuò ad abitarvi da solo, assistito nelle faccende domestiche da alcune monache carmelitane, e spesso accompagnato da un suo amico che si prendeva cura della sua salute.

Si tratta di una casa seminterrata di tre piani, con due terrazze e sormontata da un’alta torre coronata da una croce e da una banderuola, circondata da un giardino rustico delimitato da un muretto, dove spicca un pergolato ad archi parabolici ricoperto di gelsomino.

I quasi vent’anni in cui Gaudí visse nella casa coincisero con la realizzazione delle sue opere mature e, soprattutto, con la costruzione della Sagrada Família, alla quale si dedicò esclusivamente dal 1914.

Alla morte dell’architetto è stato messo in vendita e l’importo è stato destinato ai lavori della Sagrada Familia, secondo il testamento lasciato da Gaudí. Fu acquistata dalla coppia italiana Chiappo Arietti, fino a quando nel 1963 fu acquistata dall’associazione Amici di Gaudí con l’obiettivo di fondare un museo dedicato all’architetto di Reus. Nel 1992 questa associazione ha donato la sua proprietà all’Ente per la Costruzione del Tempio Espiatorio della Sagrada Familia.

La casa presenta una mostra che mira ad avvicinare ai visitatori il lato più personale e religioso di Gaudí, ricreando alcune delle stanze più private della casa ed esponendo gli oggetti personali dell’architetto. 

Antoni Gaudí progettò le sue opere architettoniche nei minimi dettagli, cosa che spesso lo portò a progettare anche i mobili. Sebbene i suoi primi progetti imitassero gli stili storici, la ricerca di un proprio linguaggio ispirato alla natura lo portò presto a definire soluzioni ergonomiche, funzionali e anche insolite.

I mobili originali esposti all’interno della Casa Museo di Gaudí, provenienti da Casa Calvet, Casa Batlló e dalla cripta della Colonia Güell, consentono di approssimare l’evoluzione formale dei progetti dell’architetto.

La creatività e la capacità di innovazione di Gaudí si ritrova anche negli oggetti esposti nel giardino, come le sbarre di ferro di Casa Vicens e Casa Milà, o la croce della tenuta Miralles.

Info per la visita:

La Casa Museo di Antoni Gaudí è visitabile e aperta al pubblico da ottobre a marzo dalle 10:00 alle 18:00; da aprile a settembre dalle 9:00 alle 20:00, il 25 e il 26 dicembre casa Gaudí apre dalle 10:00 alle 14:00. Il biglietto ha un costo di 5,50 €, mentre studenti, ragazzi tra gli 11 e i 17 anni, pensionati, possessori della Barcelona Card o della Ruta del Modernisme Card hanno diritto all’ingresso ridotto di 4,50 €.

Per consultare gli orari e acquistare i biglietti CLICCA QUI.

Se vuoi fare una visita virtuale CLICCA QUI.

Giardini d’Austria

Su il lato orientale di Plaza de la Naturaleza si trovano i Giardini d’Austria, progettato negli anni ’60 da Lluís Riudor i Carol. Il suo nome deriva da una donazione di alberi fatta dalle autorità di quel paese in occasione della mostra di Vienna a Barcellona, ​​tenutasi nel 1977. Nel 1981 è stato piantato qui un cedro commemorativo chiamato Roots of Brotherhood (Wurzeln der Freundschaft), donato dal vice governatore della provincia della Stiria, Franz Wegart.

Il Portico della Lavandaia

Tra Plaza de la Naturaleza e la casa Larrard si trova il cosiddetto “Portico della Lavandaia”, così soprannominato per una colonna di tipo cariatide scolpita a forma di lavandaia, anche se altri studiosi vedono nella forma di questa colonna un’imitazione del Portatore di offerte, una famosa statuetta egizia conservata al Museo del Louvre.

Questo portico ha la forma di un chiostro romanico, forse ispirato a quello della Cattedrale di Elne, sorretto da doppie colonne, quelle esterne verticali, a forma di palma, e quelle interne inclinate per sostenere meglio il peso.

La congiunzione di queste colonne inclinate con la parete interna curva (inclinazione dalla pendenza naturale del terreno), crea un effetto come un’onda del mare. Una seconda sezione del portico è una rampa a spirale, con colonne elicoidali. In totale, questo portico ha una lunghezza di 83 m. All’ingresso del portico c’è una porta di ferro a forma di “fegati di vitello” secondo una famosa frase di Salvador Dalí.

Il Calvario

Su un promontorio nella parte alta del parco, in un luogo un tempo chiamato Turó de les Menes (“collina delle miniere”, a causa di alcune miniere di ferro che si trovavano nel luogo), a un’altitudine di 182 m, Gaudí progettò di costruire una cappella, che a causa del fallimento dell’urbanizzazione non fu mai realizzata. Questa cappella avrebbe avuto un diametro di 30 m, di forma lobata, come un fiore a sei petali, simile alla cripta della Colonia Güell.

Infine, nel luogo in cui sarebbe dovuta sorgere la cappella, Gaudí costruì un monumento a forma di Calvario con tre croci. Ispirato dalla scoperta di alcune grotte preistoriche in cui sono stati trovati resti fossili, Gaudí concepì il Calvario come un monumento megalitico, nello stile dei Talayots della preistoria delle Baleari.

Il monumento ha una pianta circolare e due rampe di scale, in cima alle quali si trovano le tre croci e da dove si ha una magnifica vista panoramica di Barcellona. Ci sono due croci inferiori (1,5 m) e una maggiore (1,7 m), una delle quali termina a forma di freccia. L’orientamento delle croci indica i quattro punti cardinali e quello che termina con una freccia punta verso il cielo, il che dà luogo a speculazioni sul suo significato.

La Casa Trias

La Casa Martí Trias i Domènech è uno dei pochi edifici del parco che furono effettivamente acquistati da una famiglia facoltosa e spicca solitaria tra la vegetazione che circonda la zona. Esiste un’altra coincidenza interessante dietro la storia di questo edificio. Il figlio del proprietario, Alfonso, studente di medicina, fu il primo ad identificare Gaudì dopo che fu investito da un tram. Al momento dell’incidente, infatti, nessuno aveva riconosciuto l’artista che indossava spesso abiti umili. Così, mentre i soccorsi tardavano, una volta raggiunto l’ospedale fu proprio il figlio di Martí Trías a lanciare l’allarme.

Siamo arrivati alla fine del nostro tour virtuale, lasciaci un commento se hai gradito la nostra guida.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *