Pont del Bisbe: i segreti che si celano sotto il ponte più fotografato di Barcellona

Con l’avvento dei social è divenuto il ponte più fotografato di tutta Barcellona, non esiste turista che non si sia fermato a scattare una foto ricordo! Ubicato nel quartiere del Barrio Gotico, nella strada Carrer del Bisbe, la quale ha vissuto vari cambi di denominazione (‘bisbe’ in catalano significa vescovo), collega il Palau della Generalitat con la Casa del Canonges e ci riporta con l’immaginazione direttamente a Venezia.

Ma sapevi che in realtà questo ponte non ha nemmeno 100 anni?

Il Pont del Bisbe è stato aggiunto solo intorno agli anni ’20, durante la riabilitazione del centro storico di Barcellona. Il progetto è dell’architetto Joan Rubió i Bellver della Diputació de Barcelona (il consiglio provinciale della città), discepolo di Antoni Gaudí, fu presentato nel 1927 proprio per la riqualificazione della zona del Monte Taber.

Il Monte Taber è tutta la zona identificabile dal retro della Cattedrale fino a questo ponte. Anticamente era la zona più alta della città rispetto al livello del mare.

Il progetto prevedeva di demolire tutti gli edifici diversi dallo stile gotico e di aggiungere nuovi elementi per unificare l’architettura del Barrio: ampiamente criticato e osteggiato dai circoli di architetti barcellonesi, ovviamente non fu mai eseguitoMa gli fu concesso di creare questo falso ponte gotico, l’attuale Pont del Bisbe.

I segreti sotto il Pont del Bisbe

Quando ti troverai qui, fermati esattamente sotto il ponte per scoprire che nel centro della sua volta, c’è un teschio al quanto misterioso. Si dice che sia autentico e che sia vero anche il pugnale che lo trafigge!

Il significato del teschio e del pugnale sotto al Pont del Bisbe è ancora un vero mistero e inevitabilmente ha dato origine a numerose leggende.

Alcuni sostengono che se il pugnale verrà rimosso, Barcellona crollerà sulle sue fondamenta.

Altri, che se attraversi all’indietro, dando le spalle al cranio e guardandolo, ti verrà esaudito un desiderio.

La prima ipotesi è sicuramente tra le più inverosimili, ma meglio non sfidarla! Mentre per la seconda tentar non nuoce, è sicuramente la più gettonata!

Simbolicamente il teschio significa morte. Incrociato da un pugnale, indica morte violenta o omicidio. Si è pensato che l’architetto abbia voluto usare una metafora di un simbolo di morte per rimarcare l’assassinio della cultura gotica che era stato compiuto non permettendogli di ultimare il progetto. Tra l’altro, l’architetto era un discepolo di Antoni Gaudí e apparteneva a una scuola di architettura quale il Modernismo che era affascinata da tutto ciò che era simbolico.

Forse Joan Rubió voleva pubblicamente dichiarare che il suo monumentale progetto gotico per il Barrio fu tradito, assassinato da coloro che dovevano essere i suoi sostenitori professionali.

Riferimenti ai simboli massonici

Joan Rubió i Bellver insieme al suo fidato collaboratore Martorell, erano iscritti alla massoneria barcellonese.  

Il pugnale ed il teschio

Oltre ai già citati significati, potrebbero essere il simbolo della morte iniziatica, ovvero fonte di una nuova rinascita nell’eternità.

Il guanto bianco

Rappresenterebbe la purezza di intenti che i massoni ostentano in ogni attività compiuta durante la propria esistenza.

La piuma di ibis o di pellicano

Sarebbe un indizio di un apparato simbolico relativo alla massoneria. Il volatile, infatti, presso gli antichi romani era il simbolo dell’altruismo e della generosità spinta fino all’estremo sacrificio della propria vita.

Simbolo del Tao

Il simbolo dell’equilibrio e l’alternanza degli avvenimenti della nostra vita. Questa dottrina si lega a quella orientale dello yin e yang, il cui legame che ritroviamo nel ponte trova riscontriamo la pavimentazione a scacchiera della loggia. 

Adesso conosci davvero tante curiosità sul ponte più fotografato di Barcellona! Se hai da aggiungere altre curiosità non vediamo l’ora di conoscerle! Lasciaci un commento o scrivicelo su Instagram!

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