Sagrada Familia: tutto quello che c’è da sapere

La Sagrada Familia è il monumento più visitato della Spagna, patrimonio dell’umanità UNESCO.

La sua costruzione si deve a Josep Maria Bocabella presidente dell’Associazione dei devoti a San Giuseppe che desiderava dedicare una chiesa al culto di San Giuseppe e della Sacra Famiglia.

Info utili per la visita:

Ticket:

L’ingresso è a pagamento (assolutamente consigliata la prenotazione online). 

  • IN AUOTONOMIA: al costo di 26€ include la visita in autonomia e l’audioguida (da portare da sé le cuffiette), al costo di 36€ invece include anche la visita alle torri (a scelta tra quelle della facciata della Natività o della Passione). 
  • VISITA GUIDATA: al costo di 30€ è possibile fare il tour con una guida e con 40€ si può salire anche sulle torri (sempre a scelta). (consulta il sito ufficiale per prenotare)

Le torri

NB: Le torri non sono accessibili a tutti! Gli spazi all’interno sono stretti angusti, la salita è in ascensore ma la discesa si può effettuare solo a piedi attraverso le scale a chiocciola che sono sprovviste di ringhiere, quindi non è possibile accedere ai visitatori con mobilità ridotta e ai bambini sotto i 6 anni, ma è anche sconsigliata a chi soffre di claustrofobia o disturbi cardiaci.

La visita alle torri dura circa 10-15 min ma i tempi si potrebbero prolungare per l’attesa dell’ascensore (a causa dell’affluenza di gente).

Se desideri saperne di più sulle torri e su quale scegliere.

L’orario migliore per la visita

Circa alle 12:00 avrai il sole a picco e l’interno si tinge di mille colori, il lato est si tinge di blu mentre il lato ovest si tinge di rosso, riteniamo che questo sia l’orario migliore per godere a pieno della Sagrada Familia. Ma se desideri visitare anche la cripta ti consigliamo di prenotare per la domenica, dalle 11:45 in poi, in modo da avere a disposizione ben 3 messe per poter accedere alla cripta.

Abbigliamento consono

Ricordati che è pur sempre una chiesa, consigliamo sempre un abbigliamento adeguato per questione di rispetto.

Quanto dura la visita?

La durata della visita è di circa 2 ore (aggiungi 20-30 min extra per la visita alle torri) compreso il tempo per fare fotografie.

L’intervento di Gaudí

Gaudí assunse la direzione dei lavori nel 1883, sostituendo Francisco del Villar che li aveva iniziati un anno prima. Gaudí volle fare di quest’opera la grande cattedrale moderna di Barcellona, monumento straordinario alla fede, un libro di pietra che racconta Dio, la creazione e la storia dell’uomo.

L’opera non è ancora terminata, sebbene sia stata consacrata nel 2010 da Papa Benedetto XVI.

Se vuoi saperne di più, del perchè non è stata ancora terminata la Sagrada Familia leggi questo articolo!

Gli architetti che oggi lavorano alla Sagrada Familia continuano a seguire il progetto iniziale di Gaudí che aveva previsto tre facciate: la facciata della Natività (dedicata alla nascita di Gesù), la facciata della Passione (dedicata alla sofferenza di Gesù) e la facciata della Gloria (dedicata al cammino verso Dio).

Inoltre aveva progettato la costruzione di 18 torri: 12 per simboleggiare gli apostoli, 4 per gli evangelisti, una dedicata a Maria e infine al centro una torre di 172 m (la più alta) dedicata a Gesù e sormontata da una grande croce.

Curiosità: La Torre di Gesù Cristo ha raggiunto i 125,87 metri proprio a giugno! Si stima che entro fine anno la torre raggiungerà i 130,75 metri.

La facciata della Natività

La facciata della natività è la prima ad essere stata completata. E’ divisa in 3 portali dedicati alle virtù teologali fede, speranza e carità e culmina con le torri dedicate agli apostoli Mattia, Giuda, Simone e Barnaba.

Il portale centrale è quello della carità dedicato a Gesù, è ricco di sculture che raffigurano episodi della vita di Gesù dalla nascita all’adolescenza.

Il portale culmina con l’albero della vita che simboleggia la vita eterna con alcune colombe che rappresentano la purezza dei fedeli che vengono a Dio.

Il portale a sinistra è quello della speranza dedicato a San Giuseppe. La parte superiore del portale termina con San Giuseppe seduto in una barca che si addentra in una grotta, questa rappresentazione sta a simboleggiare che il santo proclamato patrono della chiesa universale cattolica nel 1870 fa da timoniere alla barca della chiesa.

Infine il portale a destra è quello della fede ed è dedicato alla vergine Maria, in alto domina la statua dell’immacolata concezione.

Il campanile di Barnaba è il primo a sinistra terminato nel 1925, l’unico che Gaudí ha visto completato.

Le Tartarughe

Di fronte alla porta della Natività sono raffigurate due tartarughe che sostengono le colonne del portale, quella a sinistra (dalla parte del mare) ha le pinne mentre quella di destra (dalla parte della montagna) è una tartaruga di terra.

Le porte

Le porte di questa facciata sono state disegnate e realizzate su progetto dell’architetto e artista giapponese Etsurō Sotoo. I materiali utilizzati sono alluminio policromo e cristalli e le decorazioni nella vegetazione riproducono anche insetti e piccoli animali come lucertole, coccinelle, api, ecc.

La porta centrale della Carità è decorata con l’edera, simbolo di obbedienza e fiori di zucca, simbolo del matrimonio.

La porta della Fede, a destra, ci mostra rose selvatiche senza spine seguendo l’esempio di San Francesco d’Assisi, mentre la porta della Speranza, a sinistra, presenta delle canne come quelle del fiume attraversato dalla Sacra Famiglia durante la fuga in Egitto.

L’interno

Il Bosco

Entrando si nota subito che non è una chiesa come tutte le altre, non ci sono cappelle nella navate laterali e ci sono pochissime immagini all’interno perché qui il protagonista è lo spazio. In questo tempio le immagini si trovano all’esterno, e spiegano la vita di Gesù.

L’architetto ha immaginato questo interno come se si trattasse di un grande bosco di pietra, dove le colonne ricordano i tronchi degli alberi con i loro rami e le volte fogliame attraverso il quale penetrano i raggi del sole. La natura ebbe un’influenza chiave nella vita di Gaudí a tal punto da considerarla la sua vera maestra.

Tale struttura non soddisfa unicamente una funzione estetica, i rami in realtà sostengono la volta per consentire all’edificio di raggiungere una notevole altezza senza ricorrere agli elementi di rinforzo esterno tanto caratteristici nelle cattedrali medievali.

L’unione dell’estetica e dell’efficenza è un elemento caratterizzante dell’opera di Gaudí.

Le colonne più grosse e le più alte del tempio, realizzate in porfido rosso (una pietra da una straordinaria resistenza, in futuro dovranno sostenere la Torre di Gesù) rappresentano gli evangelisti, le 12 di basalto rappresentano gli apostoli, quelle più chiare di granito rappresentano le varie chiese del mondo.

Nella parte superiore delle colonne di porfido, all’altezza dei nodi, sono rappresentati i quattro evangelisti: il leone rappresenta Marco, l’angelo Matteo, il toro Luca e l’aquila Giovanni.

All’interno del tempio troviamo anche riferimenti alla Sacra Famiglia, subito sotto la crociera sul pavimento troviamo un mosaico con le iniziali di Gesù, Giuseppe e Maria.

Guardando verso la facciata della Natività troviamo una scultura dedicata a San Giuseppe, sul lato opposto verso l’accesso che da sulla facciata della Passione, ce n’è una della Vergine Maria, al centro sopra l’altare c’è l’immagine di Gesù crocefisso.

Altare maggiore

Il crocefisso sull’altare maggiore è coperto da un grande baldacchino sospeso, ispirato a quello che Gaudí ha progettato per la Cattedrale di Maiorca e decorato con spighe di grano e grappoli d’uva, simboli del pane e del vino dell’eucarestia. L’illuminazione è costituita da 50 lampade in riferimento alla Pentecoste, che commemora la discesa dello Spirito Santo sugli apostoli, 50 giorni dopo la resurrezione.

La magia della luce

Sapevate che a seconda dell’ora in cui si visita la Sagrada Familia il suo interno assume sfumature di colori diversi?

Si, perché al mattino la luce che attraversa le vetrate sul lato est ha una tonalità fredda, tendente al blu, mentre alla sera la luce che penetra dal lato ovest colora gli interni di rosso. Se vuoi ammirare questo spettacolo in una volta sola, ti consigliamo di trovarti all’interno della Basilica quando il sole è alto nel cielo, circa a mezzogiorno.

Queste magnifiche vetrate sono state realizzate da Joan Vila i Grau sempre sulla scorta delle indicazioni di Gaudí.

Curiosità: osservate bene le vetrate colorate, quelli che appaiono scritti sono i nomi dei Santi e dei Santuari di tutto il mondo.

Cripta

Nell’abside della basilica rivolgendosi verso l’altare, all’altezza del pavimento, si trovano delle finestre, da qui è possibile scorgere la cripta, la zona più antica del tempio, in stile neogotico, realizzata prima che venisse affidato il progetto all’architetto catalano.

Grazie a queste aperture Gaudí riuscì a fare in modo che la luce all’interno della basilica arrivasse anche sotto il livello del terreno.

Le cripte secondo la tradizione venivano utilizzate come oratorio e per la sepoltura. Nella cripta della Sagrada Familia è sepolto il creatore del tempio, Antoni Gaudí. Quando morì, investito da un tram, migliaia di persone accompagnarono fin qui il suo feretro dalla Cattedrale di Barcellona, in una delle più grandi manifestazioni di affetto popolare che ricordi la città.

La cripta si può anche visitare liberamente negli orari in cui si tiene la messa, accedendo da Carrer de Mallorca:

  • MESSA IN SPAGNOLO: ogni giorno alle 9:00 e domenica anche alle 11:45 e alle 20:15
  • MESSA IN CATALANO: dal lunedì al venerdì alle 20:15, sabato alle 19:30, domenica alle 10:30, alle 13:00 e alle 18:30.

La facciata della Gloria

Non ancora terminata, questo sarà l’accesso principale della Sagrada Familia, come voleva Gaudí l’entrata sarà rivolta verso il mare. Al momento qui, (al suo interno) possiamo trovare la riproduzione delle porte principali che daranno l’accesso da questa facciata, su cui è stata scritta la preghiera del Padre Nostro in catalano e intorno, la frase “dacci oggi il nostro pane quotidiano” in 50 lingue diverse. Le porte sono giù state concluse e avranno questo aspetto, realizzate in bronzo da Josep Maria Subirachs.

La facciata della Passione

Le porte

Uscendo dalla basilica verso la facciata della Passione, troviamo le sue porte, sono sempre opera di Josep Subirachs. Le due porte centrali contengono testi dei vangeli che narrano la passione di Gesù, su quelle laterali vengono raccontati dei passaggi specifici della stessa.

La facciata

Iniziata nel 1954, rappresenta la sofferenza di Cristo nella sua crocifissione come riscatto dei peccati degli uomini. E’ una facciata austera senza ornamenti, in cui risalta la nudità della pietra così come l’aveva concepita Gaudí. Le colonne inclinate rappresentano i muscoli in tensione, mentre al di sopra le costole, secondo le parole dell’architetto stesso questa facciata doveva essere dura, spellata, quasi fatta di ossa.

Il ciclo scultoreo

Distribuito su tre livelli: Il livello inferiore contiene le scene della notte antecedente alla crocifissione. Il livello medio rappresenta il calvario. Il livello superiore raffigura la morte e la sepoltura di Gesù.

La scena principale del portale è la crocifissione con Gesù appeso a una croce posta in orizzontale e realizzata in ferro, nella scena appaiono le tre Marie, San Giovanni, un teschio simbolo della morte e del golgota e una luna che rappresenta la notte.

Tutte le opere sono di Josep Maria Subirachs che lavorò nel tempio per quasi 20 anni e lo arricchì con il suo stile personale. L’autore tuttavia fu sempre consapevole del suo ruolo di ‘continuatore’ dell’opera di Gaudí e volle rendergli omaggio in diverse sculture. I soldati che si vedono sotto l’immagine della crocifissione, non hanno il tipico elmo romano ma un elmo ispirato chiaramente ai camini della Pedrera. Un altro riferimento lo troviamo sulla sinistra, lo scultore volle dare a uno degli evangelisti il volto dell’architetto.

All’ingresso troviamo la colonna della flagellazione, che sostituisce la croce che in origine era stata prevista da Gaudì, per questo motivo Subirachs ha suddiviso la colonna in 4 blocchi a simboleggiare le 4 parti della croce

Il quadrato magico di Subirachs

Il quadrato si trova sulla sinistra della figura del bacio di Giuda.

Provate a fare la somma di una qualsiasi delle sue linee in una qualsiasi direzione, qual’è il risultato?

Sempre 33, l’età in cui è morto Gesù.

Pinnacoli e parte superiore

In altro, sopra le colonne inclinate troviamo una grande croce con una corona di spine e tre angeli adoranti.

I pinnacoli sono cesti di frutta, da questo lato abbiamo i frutti invernali: arance, cachi, castagne. Sul lato opposto, la facciata della Natività, quelli tipici dell’estate. Queste forme realizzate con frammenti di ceramica e vetro sono opera di Etsurō Sotoo.

Perché la Sagrada Familia non è ancora terminata?

Partiamo dall’inizio, nel 1936, quindi dopo la morte di Gaudì, la Sagrada Familia viene vandalizzata durante la guerra civile spagnola. Piani e fotografie sono stati bruciati e i modelli in gesso frantumati.

Nel 1939 Francesc de Paula Quintana assunse la direzione del sito e andò avanti grazie al materiale che si è potuto salvare dal laboratorio di Gaudí e che è stato ricostruito da piante e fotografie pubblicate.

La costruzione continua solo grazie alle donazioni, sin dagli inizi. Nel corso degli anni, l’edificio ha continuato a svilupparsi esclusivamente grazie alla generosità di migliaia di viaggiatori. Oggi, 140 dopo la posa della prima pietra, queste chiesa iconica è più vicina che mai al culmine del sogno di Gaudì.

Si stima che terminerà la sua costruzione nel 2026, anno simbolo in cui ricorrerà il centenario della morte di Gaudì.

Se desideri completare la visita salendo su una delle torri allora leggi questo articolo.

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