Tour dell’Isola di Capri in 18 ore!

Un altro viaggio nell’estate del 2020, Capri ci ha sempre affascinato e finalmente è giunta l’ora di visitare anche questa splendida isola. Dopo aver stilato un itinerario (tour de force come sempre), questa volta con l’aiuto anche di Nicoletta. Nicoletta sarà la nostra guida personale, una ragazza nata e residente a Capri, una professoressa di Storia e Letteratura, un’enciclopedia vivente, un’amica d’oro e colgo l’occasione per salutarla proprio qui su questo post.

Sincronizzate le sveglie, partiamo alle 03:00 per la volta di Sorrento, il luogo in cui avevamo scelto di alloggiare (in mancanza di alternative economiche e disponibili sull’isola).

Devi sapere inoltre che durante la stagione estiva è vietato lo sbarco di qualsiasi mezzo di trasporto ai non residenti dell’isola. Per cui in ogni caso bisogna fermarsi a Sorrento.

Prima tappa il porto, abbiamo comprato i biglietti del traghetto on-line ma necessitano di essere convalidati in biglietteria. Sono le 6 del mattino, c’è ancora la luna nel cielo, l’aria è fredda e umida, le biglietterie sono tutte chiuse, ci siamo solo noi e un signore anziano che mette da mangiare a tutti i gatti del quartiere.

Consiglio spassionato: se le vostre intenzioni sono quelle di prendere il primo traghetto della giornata, non recatevi un’ora prima (come invece è scritto nel biglietto “entro e non oltre i 60 minuti”) perché tanto la biglietteria la troverete chiusa e vi ritroverete come noi ad aspettare al freddo insieme ai gatti. La biglietteria apre alle 6:50-7:00, basta arrivare 10 minuti prima dell’apertura per cominciare a fare la fila.

Convalidati i biglietti, riprendiamo la nostra auto per poterla parcheggiare al parcheggio interno dell’affittacamere (parcheggio gratuito). Abbiamo scelto di alloggiare al Sorrento Experience, camere pulite e nuove. Per arrivare fin qui raccomandiamo di utilizzare auto ‘piccole’, la strada è davvero molto stretta (nonostante sia a senso alternato), difatti per questo viaggio abbiamo utilizzato la mia Polo piuttosto che la Volvo di Paolo (la Volvo non sarebbe mai riuscita ad entrare per quella stradina). Scendiamo dall’auto, prendiamo i nostri zaini e ci incamminiamo a piedi di nuovo verso il porto. Impieghiamo circa 15 minuti per scendere fino al porto, ci affrettiamo a trovare il molo e a raggiungere il traghetto, saliamo eccitatissimi.

Approdiamo alle 8:15 a Capri, a Marina Grande e Nicoletta era già lì che ci aspettava. Appena scesi dal traghetto inizia già in fretta il nostro tour, prendendo la funicolare per raggiungere il centro.

La Funicolare

La funicolare di Capri collega Marina Grande al centro dell’isola, senza fermate intermedie. Le corse sono ogni 15 minuti, il tempo di percorrenza è di circa 5 minuti e hanno un costo di 2€.

Arriviamo alla Piazzetta di Capri, una breve visita al centro e a Via Camerelle, i negozi erano ancora chiusi, a quest’ora del mattino ci sono solo i lavoratori e gli isolani che escono di casa per fare la spesa. “Quella gente serena e spensierata ma tuttavia con la testa sulla spalle” Come dice Clark Gable nel film La baia di Napoli. E tutto questo mi ha concesso di scattare diverse foto in totale tranquillità.


Poca gente e Capri tutta per noi! Capri si sveglia tardi, per cui se avete intenzione di godere di un po’ più di pace prima della folla questo è l’orario perfetto.

Subito diretti al Belvedere di Punta Tragara, per poi proseguire a Piazzetta Lenin con la vista su Via Krupp. Avremmo tanto voluto poter scendere a Via Krupp e magari scattare qualche foto dall’alto verso il basso, ma haimè è chiusa per via del pericolo di caduta massi.

Via Krupp prende il nome dal magnate tedesco dell’acciaio Friedrich Alfred Krupp, il quale trascorreva le vacanze a Capri alloggiando nel vicinissimo Hotel Quisisana. Non riuscendo a raggiungere velocemente Marina Piccola, dove teneva ormeggiato il suo panfilo, Krupp decise di comprare l’intera area (compresa tra la Certosa di San Giacomo e il Castiglione) e vi fece costruire la strada che oggi prende il suo nome.

Il tratto, nonostante la sua indiscussa bellezza ed utilità è sempre stata esposto al pericolo di caduta massi (le rocce capresi sono di natura calcarea) tanto che la strada ha avuto molti periodi di chiusura, talvolta anche per numerosi anni. L’ultima nel 2016 quando venne chiusa a tempo indeterminato, sempre per caduta massi, oggi è possibile ammirare la strada dai soprastanti giardini di Augusto.

Di nuovo via di corsa per prendere la funicolare, la quale è anche in ritardo, abbiamo un tour in barca in programma. Arriviamo in fretta e furia alla biglietteria di HP Travel per presentarci ed essere accompagnati al molo di partenza.

Abbiamo prenotato il tour di 2 ore semi-privato “La Dolce Vita“, è stata una scelta ardua devo essere sincera, un po’ c’era la paura del covid (non sapevo quante persone effettivamente potrebbero esserci state), un po’ desideravamo la tranquillità e lo spazio (per poter scattare le nostre foto in pace) e dall’altra c’era il prezzo (i tour privati costano parecchio in genere partono dai 400€ in su), mentre il nostro semi-privato ci è costato solo 120€ in due. Se però non siete esigenti come lo siamo noi di tour ce ne sono tanti, noi desideravamo inoltre l’imbarcazione tipica caprese, la Blue Boats.

La fortuna però stavolta ci ha davvero baciati, da che avevamo previsto il peggio, ci siamo ritrovati il meglio! Al nostro tour partecipa solo una ragazza (in genere si raggiungo le 12 persone totali) e quindi la barca è tutta per noi, un colpo di fortuna davvero! Nicoletta, che conosce lo skipper, si ‘imbuca’ con noi e ci mostra tutte le bellezze della costa, ci racconta la sua storia.

Passiamo per Punta del Capo dove è possibile vedere Gennarino, O’ Scugnizzo di Capri, una statua di bronzo visibile su un grosso masso a picco sul mare. La statua di Gennarino, viene chiamata anche ‘la statua del benvenuto’, perché accoglie e saluta i visitatori, specialmente le donne.

Passiamo per il Salto di Tiberio, posto proprio sotto a Villa Jovis, si trova in corrispondenza di un precipizio a picco sul mare, alto ben 297 metri. Secondo la leggenda, l’imperatore romano Tiberio, che venne a soggiornare nell’isola dal 27 al 37 dopo Cristo, avrebbe fatto gettare nello strapiombo i condannati, prendendo così il nome di Salto di Tiberio.

Continuiamo a circumnavigare e arriviamo alla Grotta Bianca che presenta un candido colore bianco, donato dalla formazione di roccia calcarea, la sua particolarità sono le stalattiti e le stalagmiti che si sono venute a creare proprio dal calcare presente nell’acqua. Un’altra particolarità è una stalagmite la cui forma ricorda quella di una Madonna in preghiera, da qui il nome anche di ‘Grotta della Madonnina’.

Passiamo l’Arco Naturale, Villa Malaparte e lo scoglio del Monacone, in lontananza appaiono già i meravigliosi Faraglioni, che si fanno sempre più grandi mano a mano che ci avviciniamo.

I Faraglioni

I Faraglioni sono uno dei maggiori simboli di Capri. Si tratta di tre grandi rocce che emergono dalle acque antistanti e vengono identificate ognuna con un nome: Saetta, conosciuta anche come ‘Faraglione di Terra’ è il faraglione più alto, 109 metri; Stella o ‘Faraglione di Mezzo’, il più famoso per via dell’arco all’interno del quale passano le barche, alto 60 metri; Scopolo detto ‘Faraglione di Fuori’, alto 104 metri.

La vista è mozzafiato e la nostra barca si accinge a passare sotto l’arco dei Faraglioni, che secondo la leggenda, scambiarsi un bacio sotto il Faraglione Stella sia promessa di amore eterno. E’ davvero romantico e ovviamente noi non ci lasciamo sfuggire questa iconica tradizione.

Sapevate che i Faraglioni ospitano un animale unico nel suo genere? Ebbene, si tratta della lucertola azzurra, che vive esclusivamente nel Faraglione di Fuori e nel Faraglione di Mezzo. Per adattarsi all’ambiente dei faraglioni prende questa particolare pigmentazione azzurra come i colori del mare e quella più scura (sul dorso) per catturare al meglio il calore, in questo modo è più veloce nella caccia e più resistente alle intemperie.

Passiamo la Spiaggia di Marina Piccola, la Grotta Verde, Il Faro di Punta Carena (che vedremo più avanti) e arriviamo a Cala del Rio, dove finalmente entusiasti facciamo il bagno.

Paolo non è ancora molto convinto di tuffarsi, l’idea di portarsi tutto il giorno la salsedine addosso non gli fa piacere, ma io sono quella che vuole vivere tutto di un posto, quindi alla fine l’ho convinto e ci tuffiamo nelle acque blu del Mediterraneo, i pesci che ci nuotano intorno e più si guarda verso il basso più il mare si colora di un blu scuro intenso. L’emozione ci invade totalmente, guizziamo come pesci, giochiamo come monelli.

Risaliamo in barca e ci lasciamo asciugare dal sole ormai cocente, sono le 12:00 in punto, gustandoci un po’ di limoncello locale, offerto dall’HP Travel. Passiamo la Grotta Azzurra, i Bagni di Tiberio, la Spiaggia di Cala Grande e torniamo a Marina Grande.

Adesso abbiamo solo bisogno di un cambio d’abito prima di proseguire il nostro tour e Nicoletta si offre di ospitarci nella casa della zia, cambiati e rifocillatoci con un po’ d’acqua ripartiamo decisi verso la nostra prossima meta.

Prendiamo l’autobus per Anacapri, che ferma a Piazza Vittorio, diretti verso la seggiovia che ha un costo di 9€ per l’andata e di 12€ per andata e ritorno, ogni corsa impiega 13 minuti.

Saliti sulla seggiovia, l’emozione sale, i nostri piedi sospesi nel vuoto che cercano un appoggio, la salita è favolosa, più si sale e più si avverte l’altezza, si apre difronte a noi un paesaggio sensazionale. Passiamo sopra le piante di ulivi, pensate che qui producono un’olio extravergine di eccellente qualità e anche il famoso Olivoncino, il liquore alle foglie d’ulivo, erbe aromatiche e limone.

@pinka_____

La seggiovia che vi permetterà di raggiungere Monte Solaro ⛰ a Capri 📍#isoladicapri #capri #montesolaro

♬ suono originale – Giulia Cotigliani

Monte Solaro

Monte Solaro con i suoi 589 metri è la cima più alta dell’isola di Capri. Questo monte è soprannominato ‘acchiappanuvole’ perché all’alba quando si accentua lo sbalzo termico tra il mare e la roccia forma una cortina di vapori. Da qui si può ammirare un paesaggio a 360° sul golfo di Napoli, si possono ammirare i titanici faraglioni, la penisola sorrentina, Ischia e Procida.

Su questa cima è possibile trovare il bar La canzone Del Cielo, che offre cibo e bevande, il tutto accompagnato da musica gioiosa ed allegra.

Rifocillati e rilassati sulle comode sdraio con vista di Ischia e Procida, riscendiamo con la seggiovia. Diretti in Piazza della Pace prendiamo l’autobus in direzione Faro di Punta Carena. Piccola sosta nella spiaggia del Faro prima di proseguire verso Punta Carena.

Il Faro di Punta Carena

Il Faro di Punta Carena, chiamato così per la somiglianza alla carena di una nave, è il secondo più grande d’Italia per potenza d’illuminazione (dopo Genova), oltre ad essere uno dei più antichi: la prima volta fu acceso nel 1867. Il suo fascio luminoso è visibile fino a 32 miglia.

Ci divertiamo molto a scattare foto qui, saltiamo, balliamo e cantiamo. La fortuna di questa vacanza credo stia proprio nel fatto che avendo viaggiando in periodo covid, l’isola di Capri è abbastanza spopolata, rispetto alle solite estati con maggior affluenza di turisti stranieri, quindi abbiamo goduto di ogni posto quasi in totale solitudine.

Infine è giunta l’ora di rientrare, quindi riprendiamo l’autobus verso Anacapri, e un altro verso Marina Grande. Ma aspettate, non è ancora arrivato il momento di tornare sullo stivale, ci fermiamo al Caffè Augusto, per un aperitivo!

Dio, ne avevamo proprio bisogno! Un aperitivo era più che d’obbligo !! Tra tutta la scarpinata in lungo e in largo e il periodo precedente, trascorso in lockdown. Delizioso il nostro Spritz, leggermente salato il conto, ma ce lo aspettavamo, d’altronde siamo a Capri.

Nicoletta mi consegna un regalo, si tratta della campanellina di Capri, bellissima! Soprattutto nel significato, si tratta di una campanella portafortuna, vi lascio il link di Capri Bell per leggerne la leggenda.

Giunte le 18.40 salutiamo Nicoletta e siamo già in partenza per Sorrento, è stata una giornata emozionante e piena di avventura! Inizialmente pensavamo di passare solo un giorno a Capri e il giorno successivo in giro per Sorrento, ma ci ha talmente tanto stregati quest’isola che abbiamo deciso di tornare anche il giorno seguente.

Appena arrivati al porto, una lunga e ripida scalinata ci attende, come se non bastasse dopo tutta la giornata alle spalle. Le scale collegano il porto al centro di Sorrento, sono innumerevoli i gradini e arrivati in cima sono davvero senza fiato.

Arrivati in camera abbiamo fatto una doccia veloce e pronti per la cena. Dopo aver mangiato dritti in camera a dormire o morire, fate voi.

Il giorno seguente la sveglia è alle 7:00 per prendere il traghetto delle 8:30 e di nuovo a Marina Grande per una gran bella giornata! Nicoletta è già lì che ci aspetta.

Prima di cominciare la nostra intensa giornata ci procuriamo il pranzo da portare al sacco e Nicoletta ci consiglia la Salumeria da Aldo, con i panini più buoni di tutta l’isola a prezzi adeguati, ora siamo pronti per partire!

Prendiamo di nuovo la funicolare fino alla Piazzetta di Capri e ci dirigiamo a piedi verso Villa Lysis, più facile a dirsi che a farsi, un percorso davvero estenuante, specialmente quando fa ancora così caldo come il 3 settembre!

Il percorso è lungo ben 2058 metri, tutti in salita e 45 minuti di cammino. Sono assolutamente consigliate scarpe comode e ben allacciate (quindi questa volta niente mocassini per Paolo e i suoi piedi ringraziano).

Una volta giunti alle porte d’entrata, concedetevi un pit-stop, come abbiamo fatto noi, per riprendere fiato. Dopo di che ripartiamo alla grande, entrando dalla porta principale, e passata la reception iniziamo la nostra visita.

Villa Lysis

Villa Lysis è la villa che mi ha emozionata di più, per i suoi panorami, per la sua architettura e per la sua storia. Il costo del biglietto per visitarla è di soli 2€.

Fu progettata nel 1905 da Édouard Chimot, in stile liberty, su incarico del barone Jacques d’Adelswärd-Fersen chiamandola Villa Lysis in onore del dialogo di Platone Liside sul tema dell’amicizia e dell’amore omosessuale.

Il barone Fersen volle costruire a Capri la sua dimora, trasferitosi qui in seguito a degli scandali a Parigi. Villa Lysis è il simbolo vivente dell’alta Capri, raffinata eversiva e pagana. Simbolo di Villa Lysis è la sua imponente scalinata che culmina nel peristilio con colonne ioniche su cui domina l’iscrizione “Amori et Dolori Sacrum” luogo sacro all’amore e al dolore.

La dimora prevedeva una biblioteca, una fumeria di oppio, altari e statue andate perdute. Statue che ritraevano Nino Cesarini, un bellissimo giovane, amato dal barone, essi si erano conosciuti casualmente a Roma. Il barone Fersen morì nel 1923 a 45 anni, perché disciolse 5 grammi di cocaina nello champagne che bevve, suicidio? Semplice eccesso? Nessuno lo sa, è chiaro che ha vissuto così come voleva vivere e ha fatto di se stesso un’opera d’arte vivente.

Entrando in questa Villa sembra quasi di avvertire ancora la sua presenza, non saprei come spiegare la sensazione, è una cosa che avverti, che sai, senza domandarti il perché. L’odore dell’oppio nell’Opiarium si sente ancora distintamente.

Usciamo dalla villa e c’è una cosa che desideriamo tanto fare, scattare una foto significativa. Quindi troviamo un piccolo tempio, un posto magico dove poter immortalare le nostre sensazioni. Vorrei restare qui a lungo, sarà che questo posto mi trasmette tanta pace, data la poca presenza di turisti e la magnifica vista sulla costa. Vorrei stabilirmi qui definitivamente per dipingere, per leggere e per scrivere. Questa è assolutamente la mia villa preferita, non lo dirò mai abbastanza!

Sono giunte le 12:00 e ci dirigiamo verso Villa Jovis, un altro reperto storico, ma questa volta molto più antico. L’ingresso a Villa Jovis ha un costo di 6€.

Villa Jovis

Villa Jovis o Villa Giove, è collocata sulla vetta del monte Tiberio. Da qui l’imperatore Tiberio Claudio Nerone governò l’impero per oltre undici anni. Durante il suo soggiorno sull’isola di Capri, ordinò la costruzione di altri undici palazzi intorno ad essa.

Nella stagione estiva si trasferiva sulla costa, tra le costruzioni oggi note come “Bagni di Tiberio”, dove l’imperatore amava fare il bagno. Gli architetti che progettarono la villa per rendere il soggiorno dell’imperatore confortevole, si trovarono di fronte al problema dell’approvvigionamento idrico.

L’acqua se abbondava nei bassi rilievi dell’isola, scarseggiava nei livelli superiori. Così con un’ardita e geniale ingegneria vennero costruite due o più cisterne di enorme portata disposte nelle fondamenta della Villa stessa. Con la raccolta di acqua piovana nelle cisterna della villa, fu resa possibile l’erogazione di acqua pura e potabile anche nei secoli successivi fino all’attuale centro storico. Le cisterne fungevano anche come riserva di acqua destinata alle terme, che si articolavano nei classici ambienti del apodyterium, frigidarium, tepidarum e calidarium. Questa reggia fu per metà una ricca domus e per metà una fortezza romana.

Da qui visitiamo anche il famoso Salto di Tiberio, il precipizio a picco sul mare già visto il giorno precedente mentre eravamo in barca. Solo arrivando proprio in questo esatto punto riesci a percepire l’esatta altezza del precipizio, ben 297 metri.

Parco Astarita

Una leggera deviazione sulla via del ritorno ci ha permesso di visitare il Parco Astarita, un parco poco conosciuto e con ingresso libero. È stato meraviglioso lasciarci avvolgere dalle fragranze tipiche della macchia mediterranea, l’atmosfera infatti, è attraversata da sentori di mirto, erica e rosmarino. Mano a mano che ci addentriamo tra i vialetti compaiono terrazze con panorami mozzafiato che guardano verso il mare di Capri. Parco Astarita si estende per circa 150.000 metri quadrati. E’ possibile trovare anche delle graziose capre che si aggirano tranquillamente per il parco, tra l’altro il nome di quest’isola deriva dal latino Capraeae, che significa ‘capre’.

Il tempo scorre, vorremmo restare qui per sempre ma è ora di proseguire con il nostro tour! Torniamo sulla strada del ritorno e ci fermiamo a Via Camerelle per un po’ di shopping, un’altra delle cose che a Capri non può proprio mancare.

Via Camerelle

Via Camerelle è la via dello shopping per eccellenza, qui è possibile sfiorare i due volti di questa terra, quello mondano e quello antico. Qui è possibile trovare negozi storici come Chantecler, la prima gioielleria caprese, Canfora, la prima bottega di sandali capresi fatti a mano e infine è possibile trovare tutti i negozi dell’alta moda, Versace, Gucci, Louis Vuitton, Bulgari, Chanel. E come lasciarsi sfuggire un acquisto?

Proseguiamo verso i Giardini di Augusto, il costo del biglietto di questo parco è di 3€.

I Giardini di Agusto

I Giardini di Augusto sono stati realizzati nei primi del Novecento, per volontà del magnate Friedrich Alfred Krupp, durante proprio la costruzione dell’omonima strada poco distante che abbiamo ammirato il giorno precedente.

Una vera e propria opera d’arte botanica, sono custoditi diversi esemplari di piante e fiori tipici di questo territorio: gerani, dalie e moltissime altre specie. I giardini di Augusto inoltre offrono una delle più belle viste sui Faraglioni.

Giunte le 16:15 prendiamo l’autobus per raggiungere Anacapri, in direzione indovinate un po’? Villa San Michele! Non potevamo lasciarci sfuggire questa splendida villa, “La mia casa deve essere aperta al sole, al vento e alle voci del mare – come un tempio greco – e luci, luci, luci ovunque” è così che Axel Munthe descriveva Villa San Michele, la casa che costruì sull’isola di Capri.

Villa San Michele

Il medico svedese scelse il punto più panoramico dell’isola per costruire la sua villa: il versante nord-orientale di Anacapri, a 327 metri di altezza sul livello del mare, dove un tempo sorgeva una villa imperiale romana e una cappella medievale dedicata a San Michele. Ad ammirare l’incredibile panorama sul Golfo, spicca anche la Sfinge egizia, posta in fondo al portico della cappella, risalente al regno di Ramsete II nel XIII secolo a.c. e divenuta simbolo della villa. Appoggiate la mano sinistra sulla Sfinge ed esprimete il desiderio ammirando il mare di Capri: secondo la tradizione si avvererà.

Villa San Michele ospita oggetti storici, che il proprietario scovava sull’isola e nei suoi viaggi in giro per il mondo. Ci sono manufatti di epoca romana, etrusca ed egizia. La villa prende il nome da una piccola cappella che sorgeva in epoca medievale alla fine della Scala Fenicia. Qui, hanno varcato il suo ingresso personaggi del calibro di Oscar Wilde, Henry James, il Kaiser Guglielmo II, il conte Zeppelin disegnatore di aerei, l’imperatrice Eugenia moglie di Napoleone III, la zarina Alessandra di Russia e la regina Vittoria di Svezia.

Tornando su Viale Axel Munthe ci soffermiamo per qualche altro acquisto, come il limoncello di produzione locale, assolutamente sotto il consiglio di Nicoletta. Per tutti gli amanti dei liquori il negozio più valido è “Il Limoncello di Capri” (si trova sulla sinistra in direzione Villa San Michele), il limoncello viene prodotto dalla famiglia Canale, secondo l’antica ricetta, seguendo l’originaria formula e nel rispetto della tradizione caprese.

Infine torniamo ad Anacapri centro, una dolce passeggiata e nuovamente qualche altro acquisto, mentre passeggiamo notiamo le bellissime panchine maiolicate dal magnifico ceramista Sergio Rubino. Sembra tutto così bello e rilassante mentre ci accingiamo a raggiungere il capolinea, per prendere l’autobus che ci riporterà a Marina Grande.

Mentre percorriamo la discesa poco prima del capolinea, vediamo il nostro autobus passare, il relax si spezza improvvisamente!! Ci buttiamo in mezzo alla strada sbracciando in segno di fermarsi, ma l’autista, il quale è partito con 10 minuti di anticipo, ci sorpassa e ci dice con aria di superiorità di prendere il prossimo (da specificare che oltretutto sull’autobus c’erano solo 2 persone), peccato che non c’è “il prossimo” o meglio, sarebbe partito 1 ora dopo! Così rischiamo di perdere il traghetto!!! Il panico ci invade totalmente, non possiamo perdere il traghetto è l’ultimo della giornata!

Anche un altro ragazzo, arrivato poco dopo al capolinea è nella nostra stessa situazione. Cosa facciamo?? Io domani devo tornare a lavoro!! Ringraziando sempre Nicoletta, che con le sue conoscenze chiama un taxi, il quale arriva immediatamente. E così, viviamo anche l’esperienza del taxi di Capri, quasi tranquillizzati ci godiamo il giro panoramico su queste auto decapottabili. Fino a quando non restiamo imbottigliati nel traffico, quasi giunti al porto! Io e l’ansia che mi perseguita sempre, ho la voglia sfrenata di saltare giù dal taxi e di buttarmi direttamente dalla ringhiera della strada! Fortunatamente alla fine giungiamo al porto e siamo pronti per prendere il traghetto.

In conclusione

L’isola di Capri ci resterà per sempre nel cuore e non vediamo l’ora di tornare, per vivere nuove esperienze e per approfondirne altre. Capri è l’isola felice, perché basta uscire un po’ dalle zone mondane per trovare subito la solitudine e la serenità (che ogni tanto si desidera). Noi come altri, artisti, poeti, scrittori, abbiamo visto in Capri la residenza perfetta, un posto idilliaco. Peccato che resterà utopia, siamo nati nell’epoca sbagliata per poterci permettere una casa a Capri. Non vediamo già l’ora di tornare!

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