Una visita al Palau de la Música Catalana

La massima espressione del modernismo catalano legato alla cultura, alla storia e alla città di Barcellona. Un luogo dove musica e architettura di fondono in ogni angolo di questo monumento, la sala concerti tra le più belle al mondo, patrimonio dell’umanità dal 1997! Una visita qui non puoi lasciartela sfuggire!

Info utili per la visita:

Ticket:

L’ingresso è a pagamento (assolutamente consigliata la prenotazione online). 

  • IN AUTONOMIA: al costo di 15€ con l’audioguida (portare da sé le cuffiette).
  • VISITA GUIDATA: al costo di 19€ dalle 9:00 alle 15:00, in genere la visita in lingua italiana si svolge alle 12:30 o alle 14:30.

Per l’acquisto del biglietto consigliamo Tiquets perchè a differenza del sito ufficiale non aggiunge il costo di prevendita.

Orari: in genere dalle 9:00 alle 15:30 ma consigliamo sempre di consultare il sito ufficiale (cliccando su ‘compra ticket’ potete scegliere il giorno e visualizzare gli orari delle visite), perché gli orari sono variabili a seconda di eventi o concerti (con possibilità di entrare anche fino alle 18:00).

E’ possibile acquistare anche biglietti per assistere ai concerti, fare sempre riferimento al sito ufficiale.

Quanto dura la visita?

La visita dura circa 1 ora compreso il tempo di fare qualche fotografia.

Le origini del Palau de la Música Catalana

Il Palau de la Música Catalana è la sede dell’Orfeó Català, società corale della Catalogna. È un importante esempio del modernismo catalano ed è stato concepito come “giardino della musica”.

Dalla sua benedizione a Montserrat nel 1896, la bandiera dell’Orfeó Català ha accompagnato il coro in tutte le uscite e gli eventi. La costruzione del Palau de la Música Catalana venne promossa all’inizio del XX secolo da questa società corale, che continua ad essere la proprietaria dell’edificio. Oggi, entrambi sono patrimonio culturale e sentimentale dell’identità catalana.

El cant de la senyera‘ l’inno dell’Orfeó Català

Quello che puoi ascoltare nel video qui sotto è l’inno dell’Orfeó Català. Si chiama El Cant de la Senyera ed è ispirato a una poesia di Joan Maragall dedicata alla bandiera (la senyera). Ascoltare l’inno è davvero emozionante, la gente della Catalogna è davvero molto patriotta, la vedi alzarsi in piedi, con in mano la bandiera a strisce gialle e rosse e cantare con animo e passione.

La Senyera

La bandiera a strisce rosse e gialle, rappresenta le radici catalane della società corale Orfeó Català. In cima allo stendardo una lira a tre corde simboleggia l’origine musicale del coro, ispirata al mito di Orfeo. Tra i due si trova un elmo, che richiama l’influenza medievale.

I simboli floreali

La natura, l’universalità e la Catalogna si fondono nel Palau de la Música Catalana, sono numerosi i simboli che richiamano questi 3 elementi in ogni angolo del monumento. Lo stile Art Nouveau non usa questo forme diritte ma linee rotonde, attorcigliate e uniche.

Ne sono un esempio le ortensie visibili sul muro quando si salgono le scale, osservando con attenzione, è possibile osservare altri fiori di ceramica o di vetro (sui soffitti e sulle finestre). Nel Palau sono presenti più di 2000 fiori, ‘un autentico giardino di pietra‘ come fu denominato dal poeta Joan Maragall.

Sulla scalinata è possibile notare un altro dettaglio, una targa che ricorda la Messa in Si minore di Johann Sebastian Bach. Questo brano fu eseguito per la prima volta in Spagna dall’Orfeó Català e da allora il Palau è sempre stato legato a questo musicista, considerato da alcuni il più importante della storia, o almeno del barocco.

La nascita dell’Art Nouveau Catalana

L’architetto Lluís Domènech i Montaner già famoso per il suo palazzo nella Manzana de la Discordia, Casa Lleó Morera, ha completato questo progetto in soli tre anni consegnando alla città di Barcellona una delle più singolari sale da concerto al mondo. L’architetto inoltre, è noto per essere il padre dell’Art Nouveau Catalana, fu anche il maestro di Antoni Gaudí, oltre ad occuparsi di politica, era presidente dell’Unione Catlanista e deputato nel parlamento regionale di Barcellona.

La Sala Concerti

L’unica sala da concerti al mondo a essere riconosciuta Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO nel 1997. Di fatto la costruzione del Palau è stata possibile grazie ai contributi della popolazione che rispose generosamente alla sottoscrizione promossa da Orfeó Català.

Ma la vocazione del Palau non è solo Catalana, vuole essere universale come la musica, un linguaggio in grado di attraversare i confini. Lo dimostrano le 18 muse nella Sala Concerti, ognuna di loro suona uno strumento diverso: dalle nacchere all’arpa, passando per il sintir, uno strumento primitivo a corde originario del Nord Africa che decora anche le pareti della scalinata.

L’imponente organo

In alto, domina il palcoscenico un imponente organo, che oggi è diventato il simbolo dell’intero Palau. Uno strumento della marca Walcker Ludwigsburg che è tra i pochi organi ancora in funzione al di fuori di una chiesa e tra i pochi in Europa che è sopravvissuto fino ai giorni nostri, con più di 3.700 tubi alcuni visibili altri nascosti. 

La Sala Lluís Millet

Questa sala si trova al primo piano, un punto di incontro per la vita sociale e musicale del XX secolo. Porta il nome del fondatore dell’Orfeó Català, nonché primo direttore del coro per più di cinquant’anni. Accanto al busto di Lluís Millet si trova anche quello del co-fondatore, Amadeu Vives.

Anche se può sembrare incredibile, è la stanza più austera del Palau, nella quale c’è molto spazio ma poche decorazioni. Nonostante ciò, il suo interno attraversa tre stili architettonici, in alto troviamo un soffitto in stile medievale o gotico, ma anche un lampadario neogotico di un secolo fa. È elettrico e pesa più di 300 chili! Oggi, questa sala ospita mostre temporanee.

Il Balcone

Probabilmente è questo il luogo che si vede di più in tutte le fotografie su Instagram o Pinterest. In effetti questo balcone è un vero tripudio di colori e di bellezza. Le vetrate con le rose che separano la Sala Lluís Millet dal balcone sono un preludio a ciò che ci aspetta dall’altra parte del vetro: un bellissimo percorso artistico.

La natura è stata immortale in questo piccolo bosco urbano, dove quattordici colonne rappresentano alberi unici su cui crescono fiori di mosaico e ceramica. Il balcone forma parte della facciata principale del Palau.

L’angolo a sinistra è dominato da un gruppo di sculture che l’artista Miquel Blay ha dedicato alla canzone popolare catalana. Come se il Palau fosse una barca che naviga per il centro storico della città, sulla polena sono rappresentati diversi personaggi della cultura catalana. Il più importante è Sant Jordi (San Giorgio), patrono della Catalogna. E uno dei più imponenti della città ed è possibile ammirarlo da via Sant Pere Més Alt.

La Sala Concerti dal secondo piano

La Sala Concerti è possibile visitarla sia dalla platea che dal secondo piano, dove possiamo notare più da vicino alcuni dettagli. Per la sua costruzione è stata utilizzata un’ampia varietà di materiali, come marmo, pietra, mattoni, vetro o ferro battuto. Il Palau è uno dei primi edifici nel quale è stata impiegata questa tecnica, che consente di creare ampi spazi vuoti. Grazie alla luce naturale che riceve, sembra un carillon magico, nel quale le arti della scultura, del mosaico, del vetro e del ferro battuto si fondono. Davanti al palcoscenico si trovano oltre 2.100 poltrone.

Il maestoso lucernario

Una delle prime cose che si notano subito è proprio questo lucernario, davvero singolare. Domènech i Montaner, l’architetto della luce, desiderava una sala da concerti notturna che funzionasse anche durante il giorno. Per questo motivo, creò un lucernario centrale di vetro, che collega l’interno del carillon con l’esterno. Durante il giorno, la luce che entra dalle vetrate accarezza dolcemente tutta la Sala Concerti. Di notte, il lucernario sembra un lampadario o una goccia di miele che sta per fuoriuscire dal soffitto.

Nonostante il suo grande peso, sembra leggero. Una sensazione possibile grazie alla struttura che lo sostiene, che conferma senza dubbio il pregio architettonico dell’intero complesso. Da osservare bene, sono i colori più freddi del lucernario, il blu e il verde, è possibile scorgere i volti stilizzati di quaranta fanciulle, come un coro angelico. Ci ricordano che l’Orfeó Català è stato il primo coro in Catalogna a includere voci femminili.

Il soffitto

Tenendo ancora gli occhi alzati sul soffitto si possono notare altre innumerevoli rose di ceramica, sono un simbolo della leggenda di San Jordi (San Giorgio), il patrono della Catalogna. Ma anche le sculture di cavalli alati, che godono di una posizione dominante nella balconata superiore, sono in onore di Pegaso, cavallo della mitologia greca e simbolo dell’immaginazione volante.

In ciascuna delle volte, tra i pilastri e le pareti di vetro, è presente un medaglione in maiolica bianca, bordato di foglie verde alloro, con i nomi di noti musicisti. A sinistra del palco, a partire da esso: Palestrina, Johann Sebastian Bach, Carissimi, Beethoven e Chopin ; a destra: Victoria, Handel, Mozart, Gluck e Wagner . 

Sulla parete tra i soffitti della sala principale e quella del fondo del secondo piano della stessa stanza, ci sono altri quattro medaglioni in ceramica, che sintetizzano la storia della musica catalana : Joan Brudieu, Mateu Fletxa el Vell, Anselm Viola i Valentí , Domènec Terradellas e Josep Anselm Clavé.

I nostri consigli:

Se i biglietti sono terminati o non vuoi pagare, ma vuoi comunque dare una sbirciatina al Palau, al costo di un caffè è possibile accedere al Foyer. Infatti il Foyer è la zona gratuita dove si trova il bar del Palau.

Curiosità:

Difronte all’ingresso principale proprio ai lati delle porte girevoli è possibile trovare ancora le biglietterie originarie, ubicate all’interno delle colonne , oggi in disuso.

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